🗺️🔎 Sovrapposizioni geografiche tra coperture vaccinali pediatriche, condizioni igienico-sanitarie, MICI, disturbi dello spettro autistico e tumori infantili

Una lettura geo-epidemiologica comparativa di sei mappe mondiali.

Abstract

La comparazione visiva di sei mappe mondiali – relative a coperture vaccinali pediatriche complessive, condizioni igienico-sanitarie, malattie infiammatorie croniche intestinali, disturbi dello spettro autistico e tumori infantili – mostra una sovrapposizione geografica difficilmente ignorabile. Le aree del mondo che presentano le più elevate coperture vaccinali pediatriche e i migliori indicatori igienico-sanitari coincidono in larga misura con quelle in cui risultano più elevate le incidenze o prevalenze registrate di MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) e ASD (Autism Spectrum Disorder) e tumori infantili. Tale osservazione non consente, da sola, di stabilire un rapporto causale, ma permette di individuare un pattern geografico coerente, meritevole di analisi epidemiologica più approfondita. L’obiettivo di questa disamina è descrivere i fatti così come appaiono dalle mappe, distinguendo la constatazione visiva dall’interpretazione causale.

1. Premessa

Le mappe epidemiologiche (da 1 a 6) non dimostrano da sole una causa. Tuttavia, possono rendere visibili configurazioni geografiche che meritano attenzione.

Nel caso in esame, sono stati posti a confronto sei grafici mondiali:

  1. coperture vaccinali pediatriche complessive;
  2. coperture vaccinali pediatriche riferite al 2019
  3. condizioni igienico-sanitarie;
  4. malattie infiammatorie croniche intestinali;
  5. disturbi dello spettro autistico;
  6. incidenza dei tumori infantili (2022)

Il dato che emerge non è frammentario. Non si tratta di sei distribuzioni casuali, né di mappe indipendenti tra loro. Al contrario, osservate insieme, esse sembrano disegnare una geografia ricorrente.

Le stesse aree del mondo tendono a comparire nelle fasce più elevate.

2. Il primo dato: le coperture vaccinali pediatriche

Il grafico relativo alle coperture vaccinali pediatriche complessive mostra valori più elevati soprattutto nei Paesi ad alto sviluppo sanitario: Nord America, Europa occidentale e settentrionale, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud e alcune altre aree ad alto reddito.

Figura 1 – Coperture vaccinali pediatriche complessive nel mondo
Mappa mondiale rappresentativa delle coperture vaccinali pediatriche complessive per Paese. Le tonalità più intense indicano aree con coperture più elevate nei programmi vaccinali dell’infanzia, mentre le tonalità più chiare indicano coperture inferiori o dati meno completi. La distribuzione evidenzia valori generalmente più alti nei Paesi con sistemi sanitari maggiormente strutturati.

Queste aree sono caratterizzate da sistemi sanitari strutturati, programmi vaccinali estesi, maggiore accesso ai servizi pediatrici e capacità amministrativa di raggiungere quote elevate della popolazione infantile.

Il dato, in sé, non sorprende. Le coperture vaccinali più alte si osservano laddove i sistemi sanitari sono più organizzati, più capillari e più capaci di registrare e completare i cicli di prevenzione pediatrica.

Tuttavia, ciò che assume rilievo è la sovrapposizione di questa mappa con le altre.

3. Conferma indipendente del pattern vaccinale composito

Un ulteriore elemento di interesse è offerto dalla mappa della copertura vaccinale mondiale del 2019, basata sulla media di più vaccinazioni pediatriche di routine.

Questa mappa non modifica il presupposto dell’analisi, già fondata su un indicatore composito delle coperture vaccinali pediatriche. Il suo valore è diverso: essa fornisce una conferma visiva indipendente della medesima configurazione geografica.

Figura 2 – Copertura vaccinale mondiale nel 2019
Nuova mappa di conferma indipendente del pattern vaccinale composito.

Anche utilizzando una diversa rappresentazione grafica, una diversa classificazione delle fasce percentuali e una diversa fonte visiva, la geografia delle alte coperture vaccinali pediatriche resta sostanzialmente invariata. Le aree che si collocano nelle fasce più elevate sono ancora, in larga misura, Nord America, Europa occidentale e settentrionale, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud e altri Paesi ad alto sviluppo sanitario.

Questo rafforza l’osservazione centrale dell’articolo: la sovrapposizione geografica non sembra dipendere da una singola elaborazione grafica, né da una specifica scelta cromatica o classificatoria. Una seconda rappresentazione delle coperture vaccinali pediatriche complessive restituisce la stessa geografia di fondo.

Ne deriva che le aree con maggiore incidenza o prevalenza registrata di MICI e disturbi dello spettro autistico coincidono non soltanto con il grafico composito utilizzato nell’analisi principale, ma anche con una ulteriore mappa indipendente della copertura vaccinale pediatrica complessiva.

Il dato, quindi, non introduce una nuova conclusione causale. Rafforza piuttosto la robustezza descrittiva del pattern: la co-localizzazione tra alte coperture vaccinali pediatriche, migliori condizioni igienico-sanitarie e maggiori frequenze registrate di MICI e ASD appare stabile anche al variare della rappresentazione grafica della variabile vaccinale.

4. Il secondo dato: le condizioni igienico-sanitarie

Il grafico sulle condizioni igienico-sanitarie mostra una distribuzione in parte analoga.

Le aree con migliori condizioni igienico-sanitarie coincidono in larga misura con quelle che presentano le coperture vaccinali pediatriche più alte. Anche in questo caso ricorrono Nord America, Europa occidentale e settentrionale, Oceania sviluppata e parte dell’Asia ad alto reddito.

Figura 3 – Condizioni igienico-sanitarie nel mondo
Mappa mondiale rappresentativa delle condizioni igienico-sanitarie per Paese, basata sull’accesso a servizi igienici e infrastrutture sanitarie di base. Le aree con valori più elevati corrispondono a contesti con maggiore disponibilità di acqua sicura, servizi igienici, reti sanitarie e infrastrutture pubbliche consolidate.

Il denominatore comune apparente è un contesto socio-sanitario avanzato: acqua sicura, servizi igienici diffusi, urbanizzazione, accesso alle cure, infrastrutture pubbliche, prevenzione, registri sanitari e sorveglianza epidemiologica.

Dunque, già tra i primi due grafici emerge una forte co-localizzazione: le aree caratterizzate da più elevate coperture vaccinali pediatriche sono anche, in larga misura, quelle che presentano le migliori condizioni igienico-sanitarie. Si tratta tuttavia di due variabili concettualmente indipendenti l’una dall’altra, pur risultando frequentemente associate nella distribuzione geografica osservata.

5. Il terzo dato: le malattie infiammatorie croniche intestinali

Il grafico relativo alle malattie infiammatorie croniche intestinali mostra valori più elevati proprio in molte delle stesse aree: Nord America, Europa occidentale e settentrionale, Australia, Nuova Zelanda e altri Paesi ad alto sviluppo.

Qui la sovrapposizione diventa più significativa.

Figura 4 – Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali nel mondo
Mappa mondiale rappresentativa della distribuzione delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, comprendenti principalmente malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. Le tonalità più intense indicano aree con maggiore incidenza o prevalenza registrata/stimata, particolarmente concentrate nei Paesi ad alto sviluppo socio-sanitario.

Le MICI comprendenti principalmente malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa – sono patologie immuno-mediate, multifattoriali, la cui distribuzione mondiale appare storicamente più marcata nei Paesi industrializzati. La loro maggiore frequenza registrata nelle aree ad alto sviluppo sanitario può dipendere da più fattori: dieta, urbanizzazione, esposizioni ambientali, microbioma, uso di antibiotici, abitudini di vita, accesso alla diagnosi e qualità dei registri.

Ma, restando alla constatazione grafica, il fatto visibile è questo: le aree con maggiore incidenza o prevalenza registrata di MICI coincidono in larga misura con quelle che presentano alte coperture vaccinali pediatriche e migliori condizioni igienico-sanitarie, cioè due variabili che, pur appartenendo entrambe al contesto socio-sanitario, non sono automaticamente interdipendenti né sovrapponibili sul piano concettuale ed epidemiologico.

Questa coincidenza non è una prova causale. È però un pattern.

6. Il quarto dato: i disturbi dello spettro autistico

Analoga osservazione emerge dal grafico relativo ai disturbi dello spettro autistico.

Anche in questo caso, i valori più elevati risultano concentrati in larga misura nelle aree del mondo a maggiore sviluppo sanitario. La distribuzione geografica osservata appare troppo marcata e ricorrente per essere spiegata esclusivamente con differenze diagnostiche o con una maggiore capacità di registrazione dei casi, soprattutto considerando che, in linea generale, le manifestazioni dello spettro autistico tendono a rendersi riconoscibili indipendentemente dal livello di sofisticazione dei sistemi sanitari.

Figura 5 – Disturbi dello spettro autistico nel mondo
Mappa mondiale rappresentativa della distribuzione dei disturbi dello spettro autistico per Paese. Le tonalità più intense indicano aree con maggiore prevalenza registrata o stimata, anche in relazione alla capacità diagnostica, alla presenza di servizi neuropsichiatrici e alla completezza dei sistemi di rilevazione epidemiologica.

Tuttavia, osservando la mappa insieme alle precedenti, emerge nuovamente una co-localizzazione geografica: molte delle aree con maggiore prevalenza registrata di ASD coincidono con quelle ad alta copertura vaccinale pediatrica complessiva e con condizioni igienico-sanitarie considerate migliori secondo gli indicatori internazionali comunemente utilizzati, ossia maggiore accesso ad acqua potabile sicura, sistemi fognari e servizi igienici efficienti, minore esposizione ad agenti patogeni ambientali, più elevati standard abitativi, maggiore sicurezza alimentare e più ampia disponibilità di servizi sanitari strutturati. Si tratta tuttavia di condizioni già storicamente presenti e consolidate in tali contesti, dunque variabili strutturali preesistenti che, proprio per la loro stabilità temporale, non sembrano spiegare da sole il loro contributo alla riduzione dell’incidenza di ASD.

Anche qui, il dato va letto con precisione.

La mappa mostra che le distribuzioni geografiche non appaiono casualmente separate né reciprocamente indipendenti: osservando i grafici nel loro insieme, emerge una sovrapposizione ricorrente tra le stesse aree del mondo. In particolare, i Paesi che presentano le più elevate coperture vaccinali pediatriche tendono a coincidere con quelli in cui ASD e MICI risultano più frequentemente registrati o stimati. Questo non significa automaticamente che una variabile sia la causa dell’altra, ma indica che le quattro distribuzioni seguono una configurazione geografica simile e quindi potenzialmente collegata da fattori comuni o interagenti. Le condizioni di contesto consolidate – come migliore organizzazione sanitaria, maggiore igiene o più elevata capacità diagnostica – rappresentano caratteristiche strutturali comuni a tali aree, ma non costituiscono di per sé una spiegazione sufficiente del pattern osservato né una motivazione per escludere altre variabili dall’analisi epidemiologica.

7. Un quinto dato: l’incidenza registrata dei tumori infantili

Un ulteriore elemento comparativo è offerto dalla mappa mondiale dell’incidenza registrata dei tumori infantili. La sua rilevanza, in questo contesto, non consiste soltanto nel dato oncologico in sé, ma nella sua geo-localizzazione rispetto alla distribuzione globale delle coperture vaccinali pediatriche. Anche per i tumori infantili, infatti, la mappa mostra una concentrazione dei valori più elevati nelle stesse macro-aree del mondo in cui risultano generalmente più alte le coperture vaccinali: Nord America, Europa occidentale e settentrionale, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e altri Paesi ad alto sviluppo sanitario. Al contrario, molte aree caratterizzate da coperture vaccinali pediatriche più basse, in particolare ampie porzioni dell’Africa subsahariana e alcuni Paesi dell’Asia meridionale, mostrano anche una minore incidenza registrata di tumori infantili. Questa osservazione va tuttavia formulata a livello di macro-aree e non come regola applicabile uniformemente a singoli Paesi o a categorie geografiche generiche, come i Paesi insulari, che presentano profili molto eterogenei.

Figura 6 – Distribuzione geografica dell’incidenza registrata dei tumori infantili nel mondo.
La mappa mostra l’incidenza stimata dei tumori pediatrici su base geografica, evidenziando una maggiore concentrazione dei valori registrati in Nord America, Europa, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e in altri Paesi ad alto sviluppo sanitario. Il confronto con la mappa globale delle coperture vaccinali pediatriche mostra una co-localizzazione descrittiva tra aree ad alta copertura vaccinale e aree a maggiore incidenza registrata di patologie pediatriche complesse. Specularmente, diverse aree a bassa copertura vaccinale, soprattutto in alcune regioni dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale, mostrano una minore incidenza registrata. Il dato va interpretato come osservazione ecologica aggregata, non come affermazione valida uniformemente per ogni singolo Paese.

La relazione che emerge è quindi, prima di tutto, una relazione geografica: le patologie pediatriche complesse considerate in questa analisi – MICI, disturbi dello spettro autistico e, ora, tumori infantili – tendono a risultare maggiormente registrate nelle stesse aree del mondo in cui la copertura vaccinale pediatrica è più alta. Specularmente, nei territori in cui le coperture vaccinali risultano più basse, tali patologie appaiono meno frequenti nei dati disponibili. La relazione osservabile è quindi, sul piano descrittivo, una relazione ecologica positiva tra copertura vaccinale pediatrica e incidenza registrata delle patologie considerate: le aree con coperture più alte tendono a mostrare incidenze registrate più alte, mentre molte aree con coperture più basse tendono a mostrare incidenze registrate più basse.

Questo elemento è particolarmente significativo perché i tumori infantili costituiscono un indicatore diverso da MICI e ASD. Non si tratta di condizioni la cui identificazione dipende soltanto da categorie diagnostiche neuropsichiatriche, da percorsi specialistici gastroenterologici o da differenze culturali nel riconoscimento dei sintomi. I tumori pediatrici sono malattie gravi, spesso rapidamente evolutive, che tuttavia richiedono comunque una filiera diagnostica e registrativa articolata per essere riconosciuti, classificati e riportati come tali. La loro distribuzione geografica registrata, quindi, permette di osservare se il pattern già emerso per MICI e ASD si ripresenti anche per una categoria patologica molto diversa. Il fatto che anche questa mappa mostri una maggiore concentrazione nelle aree a più elevata copertura vaccinale rafforza il valore descrittivo della sovrapposizione geografica.

Secondo l’IARC, nel 2022 oltre 275.000 bambini e adolescenti tra 0 e 19 anni hanno ricevuto una diagnosi di cancro nel mondo, con oltre 105.000 decessi; la stessa agenzia precisa tuttavia che i numeri reali potrebbero essere molto più alti, perché in molti Paesi il cancro infantile è difficile da diagnosticare. Questo aspetto non annulla la co-localizzazione osservata, ma impone di interpretarla correttamente: la mappa rappresenta l’incidenza registrata, non necessariamente l’incidenza biologica reale. Di conseguenza, la sovrapposizione geografica tra alte coperture vaccinali e maggiore incidenza dei tumori infantili deve essere letta come un dato ecologico aggregato, capace di descrivere un pattern territoriale ma non, da solo, di stabilire una relazione causale.

La serie IARC-IACR International Incidence of Childhood Cancer nasce proprio per rendere comparabili i dati sui nuovi casi di tumore infantile nel mondo; il terzo volume, pur ampliato rispetto ai precedenti, si basa su dati di alta qualità provenienti da 308 registri di popolazione in 82 Paesi e territori, confermando che la copertura informativa globale è ancora disomogenea. Anche le stime WHO/UNICEF sulle coperture vaccinali, utilizzate per descrivere la performance dei programmi vaccinali pediatrici di routine, derivano dalla revisione di fonti eterogenee e disponibili a livello nazionale. Ciò significa che entrambe le mappe — quella vaccinale e quella oncologica — sono costruite su dati aggregati e con livelli variabili di precisione; tuttavia, proprio il confronto tra queste geografie consente di evidenziare una sovrapposizione ricorrente tra aree ad alta vaccinazione e aree ad alta registrazione di patologie pediatriche complesse.

Pertanto, l’aggiunta dei tumori infantili al confronto geografico amplia il quadro già osservato per MICI e ASD. Non si tratta più soltanto di una corrispondenza isolata tra una singola patologia e la copertura vaccinale, ma di un pattern geo-epidemiologico più ampio: le stesse macro-aree globali in cui le coperture vaccinali pediatriche risultano più alte sono anche quelle in cui più frequentemente vengono registrate patologie pediatriche complesse.

Questo dato non chiude il discorso causale, ma ne definisce meglio l’oggetto: occorre comprendere perché tali patologie risultino sistematicamente più rappresentate nelle aree ad alta copertura vaccinale e meno rappresentate nelle aree a bassa copertura vaccinale, distinguendo tra incidenza biologica reale, accesso alla diagnosi, capacità di registrazione, esposizioni ambientali e altri fattori territoriali condivisi.

8. La constatazione centrale

La constatazione principale può essere formulata così:

Le aree del mondo con maggiore incidenza o prevalenza registrata di MICI, disturbi dello spettro autistico (ASD) e tumori infantili coincidono in larga misura con quelle espresse dal grafico relativo alle più elevate coperture vaccinali pediatriche complessive.

A questa constatazione se ne aggiunge una seconda:

Le stesse aree coincidono anche con quelle caratterizzate da migliori condizioni igienico-sanitarie.

Il pattern complessivo è dunque il seguente:

alta copertura vaccinale pediatrica, in un contesto di buone condizioni igienico-sanitarie, maggiore incidenza o prevalenza registrata di MICI, maggiore prevalenza registrata di ASD e di tumori infantili

La sovrapposizione appare geograficamente marcata.

9. Cosa si può affermare

Si può affermare che i sei grafici mostrano una co-localizzazione geografica rilevante.

Si può affermare che le aree ad alta incidenza o prevalenza registrata di MICI, ASD e tumori infantili sono, in larga misura, le stesse aree ad alta copertura vaccinale pediatrica complessiva.

Si può affermare che questo pattern merita di essere analizzato con dati numerici Paese-per-Paese, mediante tabelle epidemiologiche, soglie esplicite, analisi di correlazione e controllo dei principali fattori confondenti.

Emerge spontanea una sola domanda: “come mai in un contesto sociale, economico, igienico-sanitario, alimentare e politico che – almeno in teoria – hanno già risolto i problemi connessi alla diffusione delle malattie infettive, non si guarda al contesto in cui si originano questi tre grandi gruppi di patologie (MICI, ASD, tumori infantili)?”

Questa distinzione è decisiva.

La sovrapposizione geografica è un fatto osservabile. La causalità è un’ipotesi da dimostrare studiando le cause più probabili all’origine di questi due grandi gruppi di patologie emergenti nei Paesi ricchi.

10. Il nodo interpretativo

Il problema non è negare il pattern. Il pattern esiste, almeno nella rappresentazione grafica comparata.

Il problema è stabilire che cosa esso significhi.

Una prima interpretazione è che la copertura vaccinale pediatrica complessiva rappresenti una variabile espositiva candidata, da sottoporre a verifica epidemiologica che, almeno allo stato attuale, nessun settore rilevante del mondo accademico sembra realmente intenzionato a investigare in modo sistematico.

Una seconda interpretazione è che la copertura vaccinale rappresenti soprattutto un criterio politico-amministrativo utilizzato per controllare il grado di adesione delle popolazioni ai programmi sanitari istituzionali.

Le due letture non sono identiche.

La prima pone l’attenzione sull’esposizione vaccinale come possibile determinante da indagare.

La seconda considera la vaccinazione come marcatore esclusivo e arbitrario di un ecosistema sanitario più ampio.

Entrambe richiedono dati più fini delle mappe: dati individuali, serie temporali, confronto tra popolazioni, controllo dei confondenti, stratificazione per reddito, area geografica, accesso diagnostico, dieta, urbanizzazione, antibiotici, familiarità e numerosi altri fattori ambientali.

11. Perché il dato visivo resta rilevante

Il fatto che una mappa non provi una causa non significa che sia priva di valore.

Le mappe servono a generare domande.

In questo caso, la domanda è legittima: perché le aree con più alte coperture vaccinali pediatriche e migliori condizioni igienico-sanitarie coincidono con quelle in cui risultano più elevate le frequenze registrate di MICI, ASD e tumori infantili?

La risposta non può essere liquidata con una formula unica. Ma nemmeno la domanda può essere ignorata.

Il pattern suggerisce che la distribuzione di queste condizioni non sia casuale. Essa sembra seguire la geografia dello sviluppo socio-sanitario avanzato. All’interno di questa geografia, la vaccinazione pediatrica complessiva è una delle variabili più visibili e misurabili, ma non l’unica.

12. Conclusione

Dalla comparazione dei quattro grafici emerge una constatazione netta: le aree del mondo con maggiore incidenza o prevalenza registrata di MICI, disturbi dello spettro autistico e tumori infantili coincidono in larga misura con quelle a più elevata copertura vaccinale pediatrica complessiva e con migliori condizioni igienico-sanitarie.

Questo dato descrive una co-localizzazione geografica.

Non dimostra, da solo, un rapporto causale.

Tuttavia, proprio perché la sovrapposizione appare marcata, essa merita di essere studiata in modo sistematico, con dati originali, criteri trasparenti e analisi epidemiologiche controllate.

La questione non è stabilire a priori una causa, né escluderla per principio. La questione è riconoscere il pattern, descriverlo correttamente e trasformarlo in una domanda scientifica verificabile.

Le mappe, in questo senso, non chiudono il discorso. Lo aprono.


AppendiceUna proposta di indagine

Diagramma di Venn concettuale che rappresenta le possibili aree di sovrapposizione tra copertura vaccinale globale, malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), disturbo dello spettro autistico (ASD) e tumori pediatrici. Le aree di intersezione indicano ambiti potenziali di confronto epidemiologico e ricerca, non relazioni causali dimostrate. Poiché le quattro variabili sono misurate con indicatori diversi – copertura vaccinale, prevalenza e incidenza – il diagramma è illustrativo e non quantitativo e avente finalità di proposta di indagine scientifica quantitativa.

Bibliografia

Fonti principali: WHO/UNICEF WUENIC per le coperture vaccinali pediatriche; WHO/UNICEF JMP e World Bank per le condizioni igienico-sanitarie; IHME/GBD 2021 e studi correlati per MICI e disturbi dello spettro autistico.

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  2. World Health Organization / UNICEF. WHO UNICEF Immunization Coverage Estimates 2024 revision – notes. WHO, UNICEF, 15 luglio 2025.
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  3. World Health Organization / UNICEF. WHO/UNICEF estimates of national immunization coverage – Questions and answers. WHO, 7 luglio 2025.
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  5. UNICEF Data. Immunization Coverage Estimates Data Visualization. UNICEF Data.
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  6. World Bank. Immunization, DPT (% of children ages 12-23 months), indicator SH.IMM.IDPT. World Development Indicators.
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  7. World Bank DataBank. Metadata Glossary – Immunization, DPT (% of children ages 12-23 months), SH.IMM.IDPT.
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  10. UNICEF Data. Progress on household drinking water, sanitation and hygiene 2000-2024: Special focus on inequalities. UNICEF Data, 2025.
    https://data.unicef.org/resources/jmp-report-2025/
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  16. PubMed. The global epidemiology and health burden of the autism spectrum: findings from the Global Burden of Disease Study 2021.
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  18. Institute for Health Metrics and Evaluation – IHME. Global Burden of Disease Study 2021.
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  20. Steliarova-Foucher E., Colombet M., Ries L.A.G., Moreno F., Dolya A., Shin H.Y., Hesseling P., Stiller C.A., eds. International Incidence of Childhood Cancer, Volume III. IARC Scientific Publication No. 170. Lyon: International Agency for Research on Cancer; 2025.
 https://publications.iarc.who.int/Book-And-Report-Series/Iarc-Scientific-Publications/International-Incidence-Of-Childhood-Cancer-Volume-III-2025
  21. WHO. WHO/UNICEF estimates of national immunization coverage. World Health Organization.
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  22. WHO. WHO/UNICEF Immunization Coverage Estimates – 2024 revision. World Health Organization, 15 July 2025.https://www.who.int/publications/m/item/WUENIC_notes

Le mappe hanno finalità rappresentativa e comparativa. Le distribuzioni visualizzate descrivono pattern geografici generali e non costituiscono, da sole, prova di relazione causale tra gli indicatori considerati.

Autore testo, data mixing e data mining: Davide Suraci
Pubblicato il 5 Giugno 2026 su: Autoimmunity Reactions

🧠Oltre lo spettro: verso una comprensione biologica dell’autismo

Per troppo tempo, l’autismo è stato trattato come un enigma eterogeneo e insondabile. Ma è davvero così? Alcune evidenze suggeriscono che, almeno in una parte significativa dei casi, l’autismo grave o ad esordio precoce segua pattern biologici ripetibili, riconoscibili e spesso prevenibili.


1. 🧩 “Il pattern è abbastanza ben delineato”

Corretto, almeno in una percentuale non trascurabile di casi. Molti studi stanno mostrando che forme specifiche di autismo, in particolare quelle a esordio molto precoce, con regressione post-vaccinale, comorbidità immunologiche, disfunzioni intestinali, ecc., seguono un pattern clinico e biologico ripetibile, con:

  • neuroinfiammazione persistente,
  • attivazione microgliale,
  • disfunzione mitocondriale,
  • profili di citochine alterati (IL-6, TNF-α, IL-17),
  • alterazioni della barriera intestinale.

👉 Questo non è caos, ma un pattern clinico-immunologico riconoscibile, anche se attualmente non sempre viene classificato come tale nei manuali diagnostici (che si concentrano sul comportamento, non sulla biologia).


2. 🔬 “Le cause non sempre sono multifattoriali e non lineari”

✔ Ci sono casi in cui la causa è altamente plausibile e predominante, come:

  • esposizione a valproato in gravidanza e ad altri farmaci,
  • encefalopatia post-infettiva,
  • insulto tossico acuto in fase neonatale,
  • autoanticorpi materni specifici documentati (MAR ASD).

👉 In questi casi si può parlare di una causa predominante con conseguenze dirette sullo sviluppo neuroimmune. Quindi, non è sempre multifattoriale, e talvolta è tragicamente lineare.


3. 🧪 “I biomarcatori sono quasi sempre gli stessi”

Questo è un punto cruciale e sempre più sostenuto dalla ricerca emergente, ad esempio:

  • aumentata IL-6, IL-1β, TNF-α nel plasma e nel LCR;
  • profili di attivazione microgliale comuni (Pardo et al., Vargas et al.);
  • alterazioni mitocondriali misurabili (Rossignol, Frye);
  • disbiosi intestinale con pattern ripetuti (riduzione di Bifidobacterium, aumento di Clostridium);
  • anticorpi anti-proteine cerebrali fetali in siero materno (Braunschweig et al.).

👉 In pratica: esiste un set di biomarcatori ricorrenti che può non solo descrivere, ma anche prevedere traiettorie autistiche in alcuni sottogruppi.


Farmaci che possono interferire con lo sviluppo fetale e rischio ADS
Farmaci che possono interferire con lo sviluppo fetale e rischio ADS (lista parziale)

💊 E allora? A cosa serve conoscere tutto questo?

Comprendere i pattern biologici e immunologici dell’autismo non è solo un esercizio accademico: apre nuove strade per la cura, l’intervento precoce e la prevenzione. Ecco alcune conseguenze pratiche:

  • 🔬 Terapie mirate: bambini con neuroinfiammazione potrebbero beneficiare di antinfiammatori mirati, probiotici, terapie immunomodulanti, approcci nutrizionali specifici.
  • 🧪 Diagnosi precoci: la presenza di biomarcatori nel sangue o nel liquido cerebrospinale può consentire diagnosi biologiche prima ancora che emergano i sintomi comportamentali.
  • 🔄 Approccio reversibile: in alcuni casi, intervenendo presto su disfunzioni mitocondriali, disbiosi intestinale o squilibri immunitari si osservano miglioramenti clinici misurabili.
  • 👶 Prevenzione primaria: evitare esposizioni prenatali tossiche, trattare precocemente infiammazioni materne, supportare il microbiota neonatale = riduzione concreta del rischio.

👉 In sintesi: la comprensione biologica dell’autismo potrebbe aprire la porta alla medicina personalizzata, lontano dagli approcci “uguali per tutti” basati solo sull’osservazione esterna.


📌 Conclusione: è tempo di cambiare paradigma

L’idea dominante che “ogni caso è diverso, tutto è multifattoriale e non possiamo prevedere nulla” è:

  • comoda per evitare responsabilità sistemiche,
  • utile per giustificare l’inerzia clinica,
  • ma scientificamente sempre meno difendibile.

Il futuro della ricerca sull’autismo richiede:

  • sottotipizzazione biologica rigorosa (non solo comportamentale),
  • riconoscimento dei pattern ripetuti e delle cause predominanti,
  • e sviluppo di modelli causali verificabili, non teorici e probabilistici.

Solo così potremo passare da una diagnosi descrittiva a una comprensione autenticamente terapeutica.


📚 Fonti principali:

Autore testo, data mixing e data mining: Davide Suraci
Pubblicato il 5 Maggio 2025 su: AutoimmunityReactions

Autismo, Autoimmunità, Neuroinfiammazione

Infiammazione cerebrale focale e autismo

In alcuni articoli precedenti a questo avevamo trattato della neuroinfiammazione e dei danni neurologici (autismo) conseguenti ad essa. In un articolo sulle citochine pro-infiammatorie avevamo evidenziato come gli eventi di natura septica vaccino-indotta, l’alterazione del comportamento dei neuropeptidi e quella provocata da altri triggers ambientali siano in grado di accrescere enormemente il numero dei mastociti e di attivare la microglia (cellule che si occupano della difesa immunitaria primaria attiva nel sistema nervoso centrale) inducendo un aumento improvviso di alcuni tipi di citochine e contribuendo alla manifestazione dei sintomi dello spettro autistico. La presenza di autoanticorpi diretti verso i tessuti neurologici cerebrali, come conseguenza della rottura della barriera ematoencefalica, è un indizio di non trascurabile entità.

In uno studio di Theoharis C, Shahrzad Asadi and Arti B Patel, pubblicato sul “Journal of Neuroinflammation” 2013, 10:46, [Focal Brain Inflammation and Autismviene evidenziato il ruolo neuroinfiammatorio delle citochine IL-6, il TNF-alfa e il MCP-1 (Monocyte Chemotactic Protein-1).

In particolare, nel mRNA, IL-1α, IL-1β, IL-6 e TNF-α sono dichiaratamente associate all’infiammazione cerebrale e al danno ippocampale e cerebrale nei soggetti portatori di ASD.

Un numero crescente di prove indica che l’infiammazione cerebrale svolge un ruolo importante nella patogenesi dei disturbi neuropsichiatrici [1,2]. I disturbi dello spettro autistico (ASD) sono disordini neuro-pervasivi dello sviluppo caratterizzati da vari gradi di deficit nelle interazioni sociali, intelligenza e linguaggio, nonché dalla presenza di stereotipi comportamentali [3-6]. Il CDC degli Stati Uniti riporta che 1 bambino su 80 è portatore di ASD [7].

La maggioranza di questi bambini manifesta tale disturbo a circa 3 anni di età, spesso dopo un evento specifico come la reazione alla vaccinazione, un’infezione [8,9], un trauma [10,11], le esposizioni tossiche [12] o lo stress [13], il che suggerisce l’importanza di alcuni fattori scatenanti ambientali nella manifestazione della patologia [14,15].

Numerose evidenze indicano che l’ASD è caratterizzato da una certa disfunzione/ infiammazione [16,17]. Nel cervello e nel fluido cerebro-spinale sono stati inoltre identificati i marker infiammatori. In molti soggetti ASD sono stati rilevati il TNF, IL-6 e proteina-1 chemioattrattante monocita (MCP-1), questo ultimo coinvolto nella chemioattrattanza dei mastociti [18]. I mastociti sono un’importante sorgente di IL-6 e TNF. I mastociti sono le uniche cellule immunitarie che immagazzinano il TNF preformato e possono rilasciarlo rapidamente dopo la stimolazione.

I mastociti e le citochine come IL-6 e TNF sono anche implicati nella rottura della barriera emato-encefalica (BBB) [21-23], che può essere malfunzionante o avere perdite nella sindrome dello spettro autistico, come evidenziato dalla presenza di autoanticorpi circolanti diretti contro le proteine del cervello fetale [24-27]. Avevamo riferito che la citochina IL-33 si sincronizza con i neuropeptidi infiammatori per stimolare i mastociti e determinare una maggiore permeabilità vascolare [28]. IL-33 è stato considerato un allarme, agendo attraverso i mastociti per allertare il sistema immunitario innato [29,30], ed è stato recentemente collegato all’infiammazione cerebrale [31-33].

In questo studio viene anche riferito che la neurotensina (NT) e l’ormone che determina il rilascio della corticotropina (CRH), secreti sotto stress, stimolano in modo sinergico i mastociti, portando ad accrescere la permeabilità vascolare [34] e contribuendo alla disgregazione della  barriera emato-encefalica BBB [35]. Abbiamo inoltre dimostrato che la NT stimola la secrezione da parte dei mastociti del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF) [36], che è anche un vasodilatatore. La NT aumenta anche l’espressione del recettore-1 della CRH (CRHR-1) [37],  la cui attivazione mediante CRH aumenta la stimolazione allergica dei mastociti umani [38].

La NT è un peptide vasoattivo originariamente isolato dal cervello [39], ma trovato anche nell’intestino dove è stato implicato nell’infiammazione [40] e in un’aumentata permeabilità intestinale nei roditori [41]. La NT aumenta nella pelle a seguito di stress acuto, stimola i mastociti della pelle e aumenta la permeabilità vascolare nei roditori [42]. La NT stimola i mastociti peritoneali dei roditori a secernere l’istamina e innalza i livelli plasmatici di istamina attraverso l’attivazione di specifici recettori NT (NTR) [43-45]. Inoltre, la NT è rapidamente degradata dalle proteasi dei mastociti [34,46] che implicano una stretta regolazione della sua attività.

I mastociti sono cellule immunitarie derivate dal tessuto emopoietico responsabili di allergie, ma anche implicate nell’immunità [47] e nell’infiammazione [18]. I mastociti possono produrre mediatori pro- e anti-infiammatori [48] e possono avere funzioni immuno-modulatorie [47,49-51]. È quindi di interesse che le reazioni allergiche siano comuni nei bambini con ASD [52,53] che implicano l’attivazione di mastociti da parte di fattori scatenanti non allergici [17]. La fonte più ricca di mastociti nel cervello è il diencefalo [54] che regola il comportamento, mentre la più alta concentrazione di NTR è nell’area di Broca [55], che regola il linguaggio, noto per essere perso in molti bambini con ASD. I mastociti sono responsabili di provocare l’infiltrazione dei neutrofili che promuove l’infiammazione [56]. Le interazioni mastociti-microglia sono importanti nelle malattie neuroinfiammatorie [57,58]. La microglia è l’insieme delle cellule immunitarie innate del cervello che sono sempre più implicate in un certo numero di malattie neuropsichiatriche [59]. In realtà, la crescita e un’attivazione microgliale abnormi sono state recentemente riportate nel cervello dei pazienti con ASD [60,61]

La microglia esprime l’anticorpo NTR3, attivazione del quale porta alla sua proliferazione [62].

La NT ha ulteriori azioni che sono rilevanti per l’ASD (Tabella 1): induce secrezione intestinale e mobilità [63], stimola la proliferazione delle cellule gliali [64] e può facilitare le convulsioni attraverso l’attivazione dei recettori del glutammato [65]. Infatti, il recettore del glutammato mGluR5 è risultato essere iperattivo nei topi X fragili [66,67], una condizione associata ad alto rischio di ASD.

Azioni rilevanti della neurotensina nella patogenesi dei disturbi dello spettro autistico.
Tabella 1 – Azioni rilevanti della neurotensina nella patogenesi dei disturbi dello spettro autistico.

In altre parole, la NT potrebbe contribuire alla patogenesi dell’ASD attraverso meccanismi diversi (Figura 1).

Infiammazione cerebrale focale e autismo
Infiammazione cerebrale focale e autismo

Vi è anche il supporto per l’aumento dello stress ossidativo [68] e alcuni difetti mitocondriali (mt) almeno nei sottogruppi di pazienti con ASD [69]. Per quanto riguarda l’attivazione epigenetica dei geni di suscettibilità, questa è sempre più invocata per spiegare l’ASD [7,82]. Abbiamo dimostrato che il mtDNA è significativamente aumentato nel siero di bambini autistici giovani [70], che hanno anche aumentato significativamente il livello sierico di NT [71]; ciò fa attivare i mastociti a secernere il mtDNA [38] che agisce da patogeno innato in grado di stimolare i mastociti [72] e altre cellule immunitarie, passando all’autoinfiammazione [73]. In molti studi viene evidenziato come autoimmunità e infiammazione siano aspetti dello stesso problema che possono alimentarsi vicendevolmente. Sempre con riferimento allo studio in oggetto,, il mtDNA può causare degenerazione neuronale e un comportamento alterato [74]. Gli autori ritengono che l’ASD abbia origine da insulti perinatali immunitari [75,76] che, attivando i geni di suscettibilità ASD, portano all’encefalite focale (Tabella 2).

Chiavi dei processi patologici nell'ASD.
Chiavi dei processi patologici nell’ASD.

Bibliografia della pubblicazione citata. Download.

MTHFR & Disturbi Neurologici Indotti dalle Vaccinazioni

Varianti dei polimorfismi MTHFR

Il problema MTHFR (almeno in Italia) viene attualmente considerato limitatamente a pochissime patologie. Totalmente ignorato dai più è l’aspetto legato alla (maggiore o minore) “incapacità” che può avere l’organismo a detossificarsi dai bioccumuli tossici come quelli indotti dai vaccini e da altri agenti interferenti. Esistono invece “medical practitioners” che adottano l’approccio conoscitivo a partire proprio da quelle informazioni legate ai polimorfismi SNP in oggetto per poi giungere ad un approccio metodologico basato sull’impiego di fattori compensatori della dieta, non escluso l’impiego di principi attivi che non sono solo genericamente identificabili come “acido folico”. Immaginare di chiedere un’esenzione a dei medici/specialisti che esuli dai “loro” schemi procedurali, costruiti secondo i processi dell’istruzione programmata molto in voga negli anni ’70, significa tentare di smentire le fondamenta di una religione…L’MTHFR nelle sue varie forme è coinvolto in numerosissime patologie a decorso cronicizzante ed è per questo che sta destando molta attenzione. Vi è da aggiungere inoltre che non esiste solo MTHFR con le sue varianti a svolgere un ruolo chiave in moltissime di queste patologie, ma anche altre mutazioni che interessano in profondità numerosissimi aspetti del metabolismo cellulare e mitocondriale in particolare…

Oltre il MTHFR – Infiammazione e Autoimmunità sono affini. Un’infiammazione persistente può dar luogo ad autoimmunità e viceversa.

La scoperta degli starter sottostanti comporta le competenze e le abilità di un detective. Si consiglia vivamente di avvalersi di un medico che sia anche in grado di gestire giuridicamente ciò che intende dimostrare (rarissimo, in Italia a trovarsi).

Alcuni “starters” sono virus (EBV, CMV, HHV6, ZOSTER e altri), batteri (C. Pneumonia, Mycoplasma, Streptococcus, Staphylococcus e altri), patogeni intestinali, lieviti, muffe, metalli pesanti, sostanze chimiche, antigeni altamente reattivi, biotossine, xenobiotici e metaboliti tossici finali e/o intermedi di farmaci e vaccini.

Lista completa di sequenziamento dei geni correlati alla malattia: ABCB1, AP1S3, ATG16L1, CARD14, COPA, HLA-C, IL10, IL10RA, IL10RB, IL1RN, IL23A, IL23R, IL36RN, IL6, IRF5, IRGM, LPIN2, MEFV, MVK, NCSTN, NLRC4, NLRP12, NLRP3, NOD2, PLCG2, PSENEN, PSMB8, PSTPIP1, PTPN2, TMEM173, TNFAIP3, TNFRSF1A, TRAF3IP2

“Single Nucleotide Polymorphism” (SNP) e “Single Nucleotide Variations” (SNV) comprovate scientificamente.

Lista delle patologie correlate SNV (Variazioni Singolo Nucleotide): 1p31.1a, ACVRL1+, ARMS2–HTRA1, ASTN2+, c7orf10+, CACNA1A, CARF, CFDP1, EDNRA, ENG+, ESR1+, FHL5, FHL5–UFL1+, GRIA1+, GRIA3, HCRTR2, HCTR1+, HEY2–NCOA7, HPSE2, IGSF9B, KCNK18+, KCNN3, LRP1, LRP1–STAT6– SDR9C7, MEF2D+, MPPED2, MRVI1, MTDH, MTHFR+, NBEA, ADAMTSL4–ECM1~, CCM2L–HCK~, DOCK4–IMMP2L~, FGF6~, GJA1~, GPR149~, ITPK1~, JAG1~, MED14–USP9X~, NOTCH4~, REST–SPINK2~, TGFBR2~, TSPAN2–NGF~, WSCD1–NLRP1~, ZCCHC14~, NOS3, NRP1, NSDHL, PHACTR1+, PLCE1, PRDM16+, RNF213, RYR2+, SLC24A3, SLC6A4, STX1A+, TGFBR2, TNF, TRPM8, TRPM8–HJURP+, YAP1

Lista dei Polimorfismi a Singolo Nucleotide connessi con lo stato di salute in generale: AANT, ACAT1, ACE, ADM, AHCY+, BDNF, BHMT+, BTD, C5, CBS+, COMT+, CoQ2, CoQ3, COX5A, COX6C, CYP27A1, CYP27B1, DHFR, ENPP1, GSS, GSTM1, GSTP+, IGF1, IL10, IL23R, IL6, IL6R, KCNJ11, MAOA, MAOB, MAT1A, MAT2B, MTHFR+, MTR, MTRR+, NLRP6, NOS, NOS3, PDHA1, PDHB, PEMT, PNMT, PTPN22, PTS, QDPR, SHMT1+, SIRT1, SLC19A1, SLC22A5, SLC25A15, SLC25A32, SLC2A1, SOD2, SULT1A3, SUOX+, TGFB1+, TNF-alpha+, TRAF1, TRAP1, USF1, VDR+

Special thanks to John Catanzaro MD, autore del suddetto elenco. – [fine aggiornamento del 19 Giugno 2017].

Non solo i vaccini possono essere causa di impatto sull’espressività di taluni geni candidati all’autismo…Per esempio, questo studio evidenzia:

Impatto cumulativo del bifenile policlorurato e delle grandi duplicazioni cromosomiche sulla metilazione del DNA, sulla cromatina e sull’espressione dei geni candidati all’autismo. [Aggiornamento del 28 Giugno 2017]

“Cumulative Impact of Polychlorinated Biphenyl and Large Chromosomal Duplications on DNA Methylation, Chromatin, and Expression of Autism Candidate Genes”

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S221112471631631X

MTHFR – Il vostro medico dovrebbe essere la prima persona ad informarvi sull’esistenza di questa mutazione e per la quale dovreste essere controllati prima di ricevere qualsiasi vaccinazione e di qualsiasi altra prescrizione medica. In realtà essi non lo faranno. Sono molto pochi coloro che conoscono l’importanza dei fattori genetici e delle predisposizioni. È altrettanto importante scoprire se si è portatori di questo gene ancor prima di assumere anche un semplice integratore alimentare.

Come mai si sente parlare di MTHFR solo adesso?
Le informazioni sono state fuori dalla portata degli addetti ai lavori per molto tempo. Nel 2003 il “Progetto Genoma Umano” viene completato. Col passare degli anni sono state fatte delle nuove scoperte sui “perché” alcune popolazioni sono più inclini ad una data malattia cronica, al cancro e, naturalmente, all’autismo.

http://www.genome.gov/10001772
http://www.genome.gov/search.cfm?keyword=MTHFR&start=0

Che cos’é il MTHFR?
Il gene MTHFR è quello che fornisce le istruzioni per sintetizzare un enzima chiamato Metil-tetra-idrofolato-reduttasi. Questo svolge un ruolo importante nella biosintesi degli amminoacidi, i “mattoni” delle proteine. Il Metil-tetra-idrofolato-reduttasi è importante per una reazione biochimica che coinvolge alcune forme dei folati vitaminici (chiamati anche Vitamina B9). In particolare, questo enzima converte una molecola chiamata 5, 10-metilene in un’altra chiamata 5-Metiltetraidrofolato. Questa reazione è basilare per il processo, suddiviso in molte fasi, che converte l’omocisteina in un altro amminoacido, la metionina. L’organismo impiega la metionina per sintetizzare le proteine ed altri composti importanti per il metabolismo cellulare e tissutale.

http://ghr.nlm.nih.gov/gene/MTHFR

Varianti dei polimorfismi MTHFR
Varianti geniche MTHFR

Dal momento che il 98% dei bambini autistici è portatore di una forma di mutazione MTHFR, sembrerebbe esserci una correlazione fra la sindrome autistica e tale gene MTHFR, giusto? Avrebbe infatti senso, secondo voi, che una persona il cui metabolismo non è in grado di disintossicarsi correttamente, costituisca autonomamente un pericoloso carico di tossine? Il corpo umano è dotato di una grande capacità di autoregolazione ed è abbastanza adattabile; alcuni di noi possono essere imbottiti di vaccini previsti dai programmi di vaccinazione, mangiare scorrettamente, vivere in prossimità delle antenne di telefonia mobile, bere acqua di rubinetto tutti i giorni e non sviluppano alcun grave problema di salute o mentale. Ma se alcuni di noi sono incapaci di svolgere queste reazioni biochimiche indispensabili a causa di una predisposizione genetica?

Dal momento che si stima che il 60% della popolazione è portatrice dl gene MTHFR (e di altri che agiscono in concomitanza con uno o più di essi e che sono al momento sconosciuti) e che essi sono la causa predisponente di molte malattie croniche, non dovremmo essere tutti sottoposti preventivamente ad accertamento prima di qualsiasi somministrazione farmacologica?

https://web.archive.org/web/20160414133027/http://www.freshideamama.com/mthfr-since-40-60-of-the-population-has-this-condition-and-it-is-the-underlying-cause-for-many-chronic-illnesses-shouldnt-we-all-be-getting-tested

http://www.jpands.org/vol9no4/boris.pdf

Mutazione MTHFR: un pezzo mancante al “puzzle” della malattia cronica. Carenze di produzione di questo enzima o il suo anomalo funzionamento sono stati associati spesso all’aumento del rischio di infarto miocardico, ictus, trombosi venosa, diversi tipi di cancro, difetti congeniti, malattie infiammatorie intestinali e patologie neuropsichiatriche. In pratica la funzione del MTHFR è un fattore predittivo importante di predisposizione a malattie croniche e gli interventi mirati ad ottimizzare la funzionalità di questo enzima spesso possono essere preventivi o terapeutici.

http://holisticprimarycare.net/topics/topics-a-g/functional-medicine/1353-mthfr-mutation-a-missing-piece-in-the-chronic-disease-puzzle

MTHFR e Il suo ruolo nell’autismo – Se avete dei figli portatori di una mutazione MTHFR (oppure se ne sono portatori uno od entrambe i genitori) e scegliete di farli vaccinare, la probabilità di reazione avversa (sindrome dello spettro autistico, così come di altri disturbi quali ADHD/ADD, asma, problemi di tiroide, problemi gastrointestinali, allergie e così via) è piuttosto elevata. Questo è il motivo per cui alcuni genitori credono che “l’autismo è genetico” perché sì, potrebbe esserci una predisposizione genetica,ma questo non vuol dire che saranno “nati autistici”C’è di più. Inneschi potenziali: vaccini, infezioni causate da vaccini, infezioni, fattori ambientali, cattiva dieta/squilibri nutrizionali, ecc., sono tutti  in grado di disregolare il funzionamento di questo gene. Questi fattori sono conosciuti come “espressione genica”. Nella diatriba in corso sulle cause dell’autismo ci sono coloro che sostengono che la responsabilità delle cause dell’autismo sia da attribuire esclusivamente ai vaccini, mentre altri sostengono la tesi delle cause esclusivamente genetiche. Entrambi devono trovare un giusto equilibrio fra questi estremismi. Alcuni casi di “autismo” possono essere considerati congeniti e questo è perché hanno il gene (s) e la mamma può “risvegliare”  questi geni (s) vaccinandosi col vaccino antinfluenzale, con il TDaP, a causa di numerose infezioni, oppure esponendosi ad una tossina ambientale (cioè coloro che vivono in prossimità di aree industriali, aree agricole, spray di massa, il glifosate ovvero il Roundup) durante la gravidanza.

La condizione MTHFR eterozigote composita si verifica quando si ha una mutazione del gene 677 e una mutazione del gene 1298. Questa combinazione è la più grave a causa del fatto che si hanno i sintomi di entrambi i difetti genetici. Il 98% dei bambini autistici ha il 677 e il 1298 (quindi con elevatissima predisposizione genetica al bioaccumulo di metalli pesanti).

Coloro che sono portatori di MTHFR in omozigosi o in eterozigosi sono sprovvisti anche della capacità di disintossicazione del corpo (i bambini autistici sono positivi ai test per gli alti livelli di metalli e spesso hanno carenze nutrizionali, complice anche una dieta squilibrata) e si ha la “tempesta perfetta” per un “cervello tossico”). Comunque, solo una piccola percentuale di casi di “autismo” non può essere definita. Il resto dei casi sono stati descritti in precedenza ma sono spessissimo i genitori quelli che devono comporre i vari pezzi del puzzle “autismo”. Ma questo non dovrebbero farlo i nostri scienziati?

Si può non condividere la scelta vaccinale per varie ragioni. Il Dr. Ben Lynch si pone però delle domande molto coerenti sul fatto che la presenza della mutazione della MTHFR (metil-tetra-idro-folato-reduttasi) possa essere controindicata con la somministrazione delle vaccinazioni. In un forum in cui si discute di MTHFR, ecco cosa ha scritto il dottor Ben Lynch (http://mthfr.net/):

“Personalmente, io non consiglierei di vaccinare ogni bambino portatore di una mutazione MTHFR omozigote – a meno che non corra un rischio molto elevato non vaccinandosi.” “Non si tratta solo di tiomersale nei vaccini – ci sono anche gli adiuvanti i responsabili dello stravolgimento del sistema immunitario – rendendo un soggetto suscettibile a condizioni autoimmuni o di iperreattività del sistema immunitario in generale. Come le allergie. “Tenete a mente, inoltre, che – allo stato attuale – non siamo a conoscenza di altre potenziali mutazioni di cui un bambino può essere portatore (come, ad esempio quelle che amplificano il sistema immunitario, quelle che annientano le capacità di disintossicazione dell’organismo o il funzionamento dei neurotrasmettitori). Quando si combinano queste possibili mutazioni con la mutazione della MTHFR e le vaccinazioni – è una ricetta pronta per l’autismo”.

“Identificare i fattori genetici associati allo sviluppo di eventi avversi potrebbe consentire di effettuare degli screening prima della somministrazione dei vaccini.” “Polimorfismi genetici in geni che esprimono un enzima precedentemente associato a reazioni avverse a una varietà di agenti farmacologici e un fattore di trascrizione immunologica (IRF1) sono risultati associati a eventi avversi dopo la vaccinazione antivaiolosa in 2 campioni di studio indipendenti.”

“L’attivazione della metionina-sintasi (MS) per il fattore-1 di crescita insulino-simile e la dopamina: un obiettivo per le tossine dello sviluppo neurologico e thimerosal”.

http://mthfr.net/forums/topic/mthfr-and-vaccinesimmunizations-contraindicated/

Why MTHFR is Becoming Recognized” http://mthfr.net/why-mthfr-is-becoming-recognized/2012/03/16/  “Gli eventi di metilazione hanno un ruolo fondamentale nella capacità dei fattori di crescita al fine di promuovere lo sviluppo normale. Le tossine dello sviluppo neurologico, come l’etanolo e metalli pesanti, interrompono i fattori di crescita, aumentando la probabilità che essi possano esercitare effetti negativi sulla metilazione.” “I nostri risultati delineano un percorso alterato del fattore di crescita che regola l’attività di MS e che quindi modula le reazioni di metilazione, tra cui la metilazione del DNA. La potente inibizione di questo percorso da parte di etanolo, piombo, mercurio, alluminio e thimerosal suggerisce che può esserci uno sviluppo importante di tossine in grado di compromettere lo sviluppo neurologico.” Più in basso si legge: “I nostri studi rivelano anche che l’etanolo , i metalli pesanti e il conservante vaccinale thimerosal possono interferire con l’attivazione di MS e compromettere la metilazione folato-dipendente. Poiché ciascuno di questi agenti è stato associato a disturbi dello sviluppo, i nostri risultati suggeriscono che la metilazione alterata, nel DNA in cui sia particolarmente compromessa la metilazione in risposta a fattori di crescita, può esserci un meccanismo molecolare importante che porta ai disturbi dello sviluppo. “ Questo è stato pubblicato in Molecular Psychiatry ( 2004) 9 , 358-370.

Le statistiche ufficiali ci informano che il 60% della popolazione è portatore di una mutazione MTHFR nelle sue varie forme. La mutazione MTHFR predispone facilmente ai danni da vaccino. Devastante a livello mitocondriale. L’ alluminio e il mercurio nei vaccini causano disordini mitocondriali. I neonati sono vaccinati con alluminio nei primi giorni di vita. Essi ricevono inoltre l’alluminio e il mercurio anche attraverso la placenta con il vaccino antinfluenzale e il TDaP somministrato alle gestanti. I vaccini amplificano il disturbo mitocondriale che poi predispone alla successive lesioni da vaccino.

Accertata (e ben documentata) una “apparentemente” insignificante idiosincrasia ai composti del mercurio nei soggetti portatori di ben due MTHFR (MTHFR rs1801131 e rs662).. Questo studio del 2014, di cui vi riporto la citazione su PubMed (screenshot e links), spiega a chiare lettere come i soggetti portatori di MTHFR mostrino un’elevatissima sensibilità chimica ai bassissimi livelli dei composti contenenti il mercurio. Considerato che le mutazioni del gene MTHFR e i polimorfismi genetici a singolo nucleotide (SNP) interessano non meno del 60% dell’intera popolazione, perché neanche l’1% dei genitori e il 100% dei medici non si interessano, almeno su base preventiva, del rischio a cui sono potenzialmente sottoposti i neonati all’atto delle vaccinazioni? Qui ho fatto riferimento al solo mercurio (le autorità sanitarie ci garantiscono che i vaccini non ne contengono più ma quale può essere la loro credibilità?) ma l’ipersensibilità riguarda anche i notissimi sali di alluminio di cui sono zeppi numerosissimi farmaci (inclusi i vaccini, anche se questi NON sono dei farmaci..) e ritenuti responsabili di non poche patologie neurologiche.
Adesso chiedetevi in quali mani state affidando la salute dei vostri figli. Patologie esistenti solo allo stato potenziale possono dunque emergere a livello fenotipico a causa di fattori scatenanti come quelli dianzi citati. Come mai in Italia non si eseguono di routine degli esami volti ad accertare la presenza di questa mutazione nei neonati ancor prima di vaccinarli? Come mai vengono ignorati sistematicamente questo ed altri studi che dimostrano inequivocabilmente come in presenza della mutazione MTHFR (presente nel 60% della popolazione in tutte le sue varianti!) i neonati non dovrebbero essere assolutamente vaccinati?

Originale su PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=rs1801131+mercury 
Traduzione italiana: http://alturl.com/udk3o

Vedi anche sul MTHFR:
http://www.mthfrsupport.com.au/vaccination-debate/

Abstract da: “Genetic basis for adverse events after smallpox vaccination”. In:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18454680(J Infect Dis. 2008) Jul 1;198(1):16-22.
Molecular Aspects of Thimerosal-induced Autism(Richard C. Deth, Ph.D. Professor of Pharmacology Northeastern University Boston, Massachusetts).
http://www.whale.to/a/deth.pdf

MTHFR Research


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=MTHFR

MTHFR gene – methylenetetrahydrofolate reductase“…A large number of genetic and environmental factors, most of which remain unknown, likely determine the risk of developing most common, complex conditions…”

https://ghr.nlm.nih.gov/gene/MTHFR

Vaccini: Impiego di Linee Cellulari Fetali Umane e ASD.

[ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2017]

Linee Cellulari Fetali Umane Vaccini
Linee Cellulari Fetali Umane Utilizzate nei Vaccini per uso Umano.

Questo studio (Theresa A. Deisher*, Ngoc V. Doan, Angelica Omaiye, Kumiko Koyama and Sarah Bwabye), pervenuto alla rivista “Journal of Public Health and Epidemiology” il 13 Maggio del 2014 e pubblicato il 9 Luglio 2014 sulla medesima, evidenzia l’impatto dei fattori ambientali (con riferimento all’utilizzo di linee cellulari di origine fetale contenute nei vaccini MMR, Varicella ed Epatite A) sulla manifestazione dei disturbi dello spettro autistico in un campione estesissimo di bambini di età compresa fra i 19 e i 35 mesi ottenuto dai database di rilevazione di tali disturbi di USA, West Australia, Gran Bretagna e Danimarca a partire dal 1 Gennaio 1970.


I disturbi dello spettro autistico nei Paesi oggetto dello studio iniziano a manifestarsi in corrispondenza dell’inizio dell’introduzione dei vaccini contenenti linee cellulari fetali di origine umana. Non è stata trovata alcuna correlazione con l’età dei padri di questi bambini, il che consente di escludere l’influenza dell’età del genitore sull’incidenza della manifestazione dei disturbi dello spettro autistico.
Inoltre, la regressione lineare ha permesso di evidenziare che l’inizio e la diffusione delle vaccinazioni per la varicella e l’epatite A erano significativamente correlati con l’incremento dei casi dei disturbi dello spettro autistico.
Gli anni di inizio coincidono quindi con gli anni di introduzione di vaccini realizzati usando linee cellulari fetali umane, contenenti, tra l’altro, contaminanti fetali e retrovirali (retrovirus). Questo schema è stato ripetuto negli Stati Uniti,, Regno Unito, Australia occidentale e Danimarca. Pertanto l’incremento dei disturbi dello spettro autistico è direttamente correlato alla diffusione dei vaccini prodotti utilizzando linee cellulari fetali di origine umana.

DNA Fetale Umano e Retrovirus-contaminanti Coincidono con i picchi di Autismo.
DNA Fetale Umano e Retrovirus-contaminanti Coincidono con i picchi di Autismo.

 

I retrovirus causano cancro, immunodeficienza e invalidanti malattie neurodegenerative… (Fonte: “PLAGUE – …the Truth about Human Retroviruses and Chronic Fatigue Syndrome, Autism, and other Diseases” by Kent Heckenlively and Judy Mikovits, PHD)

Linee Cellulari da Tessuti di Feti Abortiti
Linee Cellulari da Tessuti di Feti Abortiti Usati per la Produzione di Vaccini

Download del file sovrastante in originale completo dal: CDC.gov

Bugiardino del ProQuad (Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella) della Merck in cui vengono illustrate numerose reazioni avverse possibili nonché l’infettività (ruolo di “spreaders“) dei soggetti vaccinati nel periodo post-vaccinatorio.

“…After widespread use, some vaccines were found to have been contaminated with animal virus DNA that was not detected pre or post-licensure…”

“…The long-term risks to human health of injecting infants, children and adults with human protein/DNA have never been studied…”

“…Il vaccino PROQUAD, fra le altre cose, può contenere tracce di albumina umana ricombinante (rHA)…”. Bugiardino del ProQuad in lingua italiana

A conferma della presenza di elementi virali coltivati su cellule diploidi di origine umana, in allegato uno screenshot del bugiardino del ProQuad, vaccino quadrivalente morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Costituenti Virali e Batterici del ProQuad (MMR e Varicella).
Costituenti Virali e Batterici del ProQuad (MMR e Varicella).

“Esiste un gran numero di pubblicazioni sulla presenza di HERV (retrovirus endogeno umano – l’unico retrovirus endogeno umano riattivabile) e la sua associazione con i linfomi dell’infanzia”, ​​ha osservato la D.ssa Theresa Deisher.

Gli studi della D.ssa Theresa Deisher (Academic Journal)https://beyondcareer.com/article1409245960_Deisher_et_al/

Non sorprende assolutamente il fatto che la FDA abbia avvertito per decenni dei pericoli di mutagenesi inserzionale (anche attraverso le vie vaccinali) utilizzando le linee cellulari fetali umane e, tuttavia, una parte considerevole della ricerca nel settore dei vaccini ha scelto di ignorarli… In questo senso, non sono stati mai condotti degli studi di sicurezza sulle quantità di DNA estranei tollerabili dall’organismo umano…

In conclusione la D.ssa Theresa Deisher afferma: “…Non sono solo i vaccini destinati all’impiego umano, contaminati con componenti fetali,  ad essere associati ai disturbi dello spettro autistico in tutto il mondo, ma anche alle epidemie di leucemia infantile e di linfomi….”

“….Oltre 20 famiglie di HERV so no state identificate negli ultimi 20 anni. Sebbene molte varianti siano difettose per effetto dell’accumulo di mutazioni, delezioni e di segnali di terminazione entro sequenze codificanti, un numero limitato di HERVs ha la potenzialità di produrre dei prodotti virali e, in effetti, delle particelle virali simili. Inoltre, alcuni HERVs sono stati implicati in alcune malattie autoimmuni e tumori e potrebbero avere un ruolo nella eziologia e nella patologia della malattia….”

Fonte: “Demystified . . . Human endogenous retroviruses

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