🧬🟠 Bordetella pertussis: sostituzione antigenica indotta dalla pressione selettiva dei vaccini

Abstract – Perché Bordetella pertussis è il caso esemplare

Bordetella pertussis, agente eziologico della pertosse, costituisce un caso particolarmente istruttivo per comprendere come un patogeno possa riorganizzarsi sotto una pressione immunologica storicamente determinata. La pertosse non è soltanto una malattia riemergente in popolazioni largamente vaccinate; è anche un laboratorio evolutivo nel quale osservare la trasformazione progressiva dei profili antigenici batterici.

Il grafico discusso mostra, lungo un arco temporale di oltre sessant’anni, la sostituzione successiva di linee di B. pertussis caratterizzate da varianti nei geni ptxA, ptxP, prn e fim3, cioè in loci direttamente implicati nella virulenza, nell’interazione immunitaria e nella composizione antigenica del batterio. Lo studio da cui proviene la figura interpreta questi cambiamenti come selective sweeps, cioè espansioni selettive di varianti divenute più idonee in un determinato contesto ecologico-immunitario. Small Mutations in Bordetella pertussis Are Associated with Selective Sweeps

In questo senso, B. pertussis non è un esempio marginale, ma un paradigma: mostra come la vaccinazione, modificando il “paesaggio” immunitario della popolazione ospite, possa modificare anche il valore adattativo dei profili antigenici batterici. Non perché il vaccino “crei” le varianti, ma perché ne seleziona il destino evolutivo.

Oltre la falsa alternativa tra “creare” e “selezionare”

La distinzione tra “creare” e “selezionare” una variante conserva una sua utilità meccanicistica, ma rischia di diventare fuorviante quando viene usata per depotenziare il significato evolutivo del fenomeno. Non è necessario sostenere che il vaccino “fabbrichi” intenzionalmente una mutazione in Bordetella pertussis per riconoscere il punto biologicamente decisivo: i vaccini modificano l’ambiente selettivo entro cui il batterio circola, rendendo alcuni profili antigenici più vantaggiosi di altri.

In questo senso, ciò che conta non è soltanto l’origine immediata della mutazione, ma il suo destino evolutivo dentro una popolazione immunologicamente trasformata. La variazione può sorgere spontaneamente; ma è la pressione selettiva a decidere se quella variazione resterà marginale o se diventerà dominante. È qui che la formula “il vaccino non crea le mutazioni” diventa insufficiente: perché in evoluzione non conta soltanto chi genera la variazione, ma chi la filtra, chi la amplifica, chi la trasforma in successo differenziale.

Il grafico come documento di una sostituzione antigenica

Il grafico mostra una dinamica difficilmente riducibile a una semplice oscillazione casuale di ceppi. Tra il 1949 e il 2010, la popolazione olandese di B. pertussis attraversa una serie di rimpiazzi successivi, associati a variazioni in loci antigenici e virulenziali come ptxA, ptxP, prn e fim3. Van Gent e colleghi concludono che piccole mutazioni, persino singoli SNP, possono produrre grandi cambiamenti nelle popolazioni di patogeni batterici in archi temporali di pochi anni o decenni.

Fig.1 – Il grafico mostra l’evoluzione temporale, dal 1949 al 2010, dei principali profili allelici di Bordetella pertussis nei Paesi Bassi. Le diverse linee colorate rappresentano combinazioni antigeniche/genetiche associate a geni come ptxA, ptxP, prn e fim3.
Nel tempo si osserva una progressiva sostituzione dei ceppi dominanti: i profili iniziali vengono rimpiazzati da nuove varianti, fino alla forte affermazione finale dei ceppi associati a ptxP3. L’immagine documenta quindi una dinamica di sostituzione antigenica, compatibile con l’adattamento della popolazione batterica al “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini. Fonte: Small Mutations in Bordetella pertussis Are Associated with Selective Sweeps

Il dato saliente è dunque questo: la sostituzione non avviene su caratteri biologicamente marginali, ma su bersagli antigenici sottoposti alla pressione selettiva indotta dai vaccini. I ceppi inizialmente dominanti vengono progressivamente surclassati da nuove combinazioni alleliche; emergono profili con prn2/3, poi linee associate a ptxP3, quindi varianti che coinvolgono anche fim3. La popolazione batterica non resta immobile davanti all’intervento vaccinale: viene rimodellata.

Sostituzione antigenica dei profili allelici

È quindi corretto parlare di sostituzione antigenica. Il grafico descrive il progressivo rimpiazzo di profili allelici che interessano antigeni e fattori di virulenza rilevanti per l’interazione con l’immunità dell’ospite. Non si tratta di una generica variazione di ceppi, ma di una riorganizzazione evolutiva della popolazione batterica intorno ai caratteri più vantaggiosi nel “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini.

La formula è importante: sostituzione antigenica. Qui non stiamo parlando di una banale fluttuazione epidemiologica, né di una sostituzione priva di direzione biologica. Stiamo parlando del progressivo successo di profili batterici nei quali antigeni, promotori e fattori di virulenza vengono ridefiniti dalla pressione selettiva esercitata da una popolazione immunizzata.

La selezione come fatto evolutivo centrale

Dire che il vaccino “seleziona” non attenua il fenomeno: lo definisce. La selezione è il cuore dell’evoluzione. Una variante non deve essere prodotta dal vaccino per essere favorita dal vaccino; le basta possedere, per caso mutazionale o per storia filogenetica, un assetto più competitivo nel nuovo ambiente immunitario.

Se un determinato profilo antigenico si trasmette meglio, persiste più efficacemente, viene riconosciuto meno efficientemente dall’immunità indotta o produce una maggiore quantità di tossina, quel profilo acquisisce vantaggio. Se poi aumenta di frequenza fino a rimpiazzare i profili precedenti, siamo davanti a una sostituzione antigenica effettiva. Le analisi sulla recrudescenza della pertosse hanno infatti collegato il fenomeno non soltanto al declino dell’immunità, ma anche all’adattamento del patogeno, alla divergenza antigenica e all’emergere di linee più competitive. Pertussis resurgence: waning immunity and pathogen adaptation – two sides of the same coin

L’insufficienza della formula “il vaccino non crea mutazioni”

La formula secondo cui “il vaccino non crea le mutazioni” è una semplificazione che rischia di oscurare il fenomeno principale. Riduce il problema all’origine puntuale della variante, mentre l’evoluzione opera soprattutto attraverso la selezione differenziale: ciò che conta è quale ambiente immunologico favorisca quella variante, quali ceppi vengano espansi, quali vengano marginalizzati e quale profilo antigenico finisca per imporsi.

Il punto, quindi, non è se il vaccino abbia “creato” ptxP3, prn2, fim3-2 o altri profili. Il punto è che questi profili sono cresciuti dentro popolazioni sottoposte a vaccinazione estesa e che il loro successo coincide con una modificazione del valore adattativo degli antigeni batterici. Il lavoro di van Gent e colleghi interpreta infatti i rimpiazzi osservati come selective sweeps associati a piccole mutazioni in geni rilevanti per la fitness del patogeno.

In altri termini: la mutazione è l’evento; la selezione è il processo; la sostituzione antigenica è l’esito.

Il caso della pertactina come conferma ulteriore

La dinamica diventa ancora più evidente osservando la pertactina, uno degli antigeni inclusi in molti vaccini acellulari. L’espansione di ceppi pertactina-negativi in popolazioni altamente vaccinate è stata interpretata come un segnale forte di evoluzione guidata dal vaccino. La revisione di Ma, Caulfield, Dewan e Harvill su Emerging Infectious Diseases collega la riemergenza della pertosse alla rapida espansione di ceppi di B. pertussis privi di pertactina, antigene comune nei vaccini acellulari, e discute esplicitamente il tema della vaccine-driven evolution. Pertactin-Deficient Bordetella pertussis, Vaccine-Driven Evolution, and Reemergence of Pertussis

Questo punto rafforza la tesi generale: quando il bersaglio immunitario è incluso nel vaccino, la perdita, la variazione o la divergenza di quel bersaglio può diventare vantaggiosa per il batterio. Non perché il vaccino “voglia” quel risultato, ma perché la selezione non ha intenzioni: ha conseguenze.

Dalla pertactina agli altri antigeni: una dinamica coerente

L’adattamento di B. pertussis non si esaurisce nella pertactina. Gli studi più recenti continuano a monitorare variazioni nell’espressione o nella struttura degli antigeni vaccinali e dei fattori connessi alla virulenza. Lo studio francese di Bouchez e colleghi analizza un periodo di ventitré anni e considera l’andamento temporale dei sierotipi fimbriali e dell’espressione degli antigeni vaccinali in B. pertussis tra il 1996 e il 2018. Evolution of Bordetella pertussis over a 23-year period in France, 1996 to 2018

Questo non significa che ogni variazione abbia lo stesso peso, né che ogni mutazione produca una “resistenza” completa nel senso farmacologico del termine. Significa però che il quadro complessivo è coerente: la pressione immunitaria esercitata dai vaccini non si limita a ridurre la suscettibilità individuale alla malattia; contribuisce anche a ridisegnare, nel tempo, la composizione antigenica della popolazione batterica circolante.

Cautela scientifica, non neutralizzazione del significato

Naturalmente, una lettura rigorosa deve evitare il monocausalismo. Deriva genetica, colli di bottiglia epidemici, cambiamenti nei calendari vaccinali, variazioni nella sorveglianza, uso di vaccini a cellule intere o acellulari, immunità calante e dinamiche locali di trasmissione possono tutti contribuire alla storia evolutiva di B. pertussis. Ma la cautela scientifica non deve trasformarsi in neutralizzazione interpretativa.

Quando i rimpiazzi osservati coinvolgono proprio antigeni vaccinali o loci direttamente implicati nella virulenza e nell’interazione immunitaria, l’ipotesi della pressione selettiva indotta dai vaccini non è una forzatura polemica: è una spiegazione biologicamente coerente. La recrudescenza della pertosse è stata infatti discussa nella letteratura scientifica come risultato dell’intreccio fra immunità calante e adattamento del patogeno, non come semplice fallimento lineare della copertura vaccinale.

Il vaccino come forza che ridefinisce la fitness

In definitiva, il grafico non documenta una semplice successione storica di alleli, ma una trasformazione ordinata della popolazione batterica sotto una pressione selettiva persistente. La fitness dei diversi ceppi non è una proprietà astratta e immutabile: dipende dal contesto immunologico in cui quei ceppi circolano. Quando quel contesto viene modificato dalla vaccinazione di massa, cambia anche la gerarchia adattativa delle varianti. Alcuni profili antigenici perdono terreno, altri acquisiscono vantaggio, si espandono e finiscono per ridefinire la composizione della popolazione circolante.

Fig. 2 – Il vaccino come forza selettiva che orienta l’evoluzione dei ceppi di B. pertussis verso la resistenza al vaccino.

Il fenomeno decisivo è dunque l’effettiva sostituzione antigenica: il progressivo successo dei profili più capaci di circolare nel “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini. La direzione dei rimpiazzi, il loro rapporto temporale con l’era vaccinale e il fatto che coinvolgano proprio antigeni bersaglio dell’immunità vaccinale depongono a favore di una causalità selettiva indotta dai vaccini. Non siamo davanti a una fluttuazione neutra della popolazione batterica, ma a una riorganizzazione coerente dei profili più idonei a sopravvivere e trasmettersi in un ambiente immunitario trasformato. In questo senso, il grafico assume il valore di una traccia evolutiva della pressione vaccinale: non una prova isolata e autosufficiente, ma un indizio biologicamente forte, integrato e coerente con la letteratura sull’adattamento di Bordetella pertussis.


Riferimenti bibliografici essenziali

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  6. Suraci D.Bordetella pertussis: quando la resistenza al Vaccino è una Legge di Sopravvivenza.” Autoimmunity Reactions, 6 agosto 2025. Analisi divulgativa e critica sulla comparsa di ceppi resistenti o divergenti rispetto agli antigeni vaccinali della pertosse, con particolare attenzione a pertactina, tossina pertussica, FHA e fimbrie.
    Link esteso: https://autoimmunityreactions.org/wp/2025/08/06/bordetella-pertussis-quando-la-resistenza-al-vaccino-e-una-legge-di-sopravvivenza/

    Autore testo, data mixing e data mining: Davide Suraci
    Pubblicato il 17 Maggio 2026 su: Autoimmunity Reactions

🦠 Quando il vaccino cambia il nemico: il caso della sostituzione sierotipica meningococcica/pneumococcica

Abstract

I vaccini coniugati meningococcici sono stati introdotti per prevenire forme gravi di meningite e sepsi causate da Neisseria meningitidis. Una situazione analoga si sta manifestando anche per i vaccini pneumococcici il cui obiettivo è quello di controllare i sierotipi di Streptococcus pneumoniae. Tuttavia, una revisione inferenziale rigorosa degli studi disponibili solleva dubbi sull’effettiva dimostrabilità della loro efficacia preventiva in senso causale. Questo articolo propone un’analisi critica basata sulla struttura logica degli studi esistenti, evidenziando le limitazioni metodologiche e i rischi di una interpretazione indebita dei dati osservazionali.

1. Introduzione

L’uso dei vaccini coniugati meningococcici e di quelli pneumococcici ha rappresentato, secondo la narrativa ufficiale, un passo avanti decisivo nella lotta contro la meningite batterica. Numerosi segnali epidemiologici e la struttura metodologica della ricerca sollevano interrogativi legittimi circa l’effettiva capacità di questi vaccini di prevenire, in modo causale e replicabile, le infezioni da meningococco/pneumococco su larga scala. È fondamentale pertanto esaminare criticamente l’impianto inferenziale delle principali evidenze disponibili, mettendo in luce le carenze strutturali che impediscono una reale dimostrazione dell’efficacia preventiva di tali vaccini.

2. Cosa significa “dimostrare” in ambito medico-scientifico

Perché si possa affermare che un vaccino prevenga una determinata patologia, è necessario soddisfare criteri rigorosi di inferenza causale. Secondo il paradigma della medicina basata sulle prove, questi criteri includono:

  • Studi randomizzati e controllati (RCT) che confrontino un gruppo vaccinato con un gruppo placebo in condizioni comparabili.
  • Esclusione di variabili confondenti (ad esempio miglioramenti simultanei nei trattamenti, nelle condizioni socio-sanitarie o nei comportamenti della popolazione).
  • Temporalità coerente: il calo dell’incidenza deve seguire logicamente e cronologicamente l’introduzione del vaccino.
  • Riproducibilità: i risultati devono poter essere replicati in contesti epidemiologici diversi.

3. Analisi strutturale degli studi esistenti

La maggior parte degli studi che valutano l’efficacia dei vaccini coniugati meningococcici/pneumococcici è di tipo osservazionale. Le principali tipologie includono:

  • Studi pre-post (analisi dell’incidenza prima e dopo l’introduzione del vaccino)
  • Serie temporali (osservazione delle tendenze nel tempo)
  • Studi di sorveglianza epidemiologica

Questi studi, pur offrendo informazioni importanti, presentano limiti metodologici notevoli:

  • Mancanza di gruppi di controllo randomizzati
  • Impossibilità di escludere effetti dovuti a fattori esterni non misurati
  • Ambiguità temporale: in alcuni casi la diminuzione della malattia precede l’introduzione del vaccino
  • Assenza di replicabilità trasversale e longitudinale

4. L’inferenza causale: un ragionamento non dimostrato

L’argomento centrale può essere reso con un ragionamento logico semplice:

  • Premessa maggiore: Solo uno studio controllato, replicabile, e in grado di escludere confondenti può dimostrare una relazione causale.
  • Premessa minore: Gli studi sui vaccini meningococcici non soddisfano questi requisiti.
  • Conclusione: Gli studi attuali non possono dimostrare che i vaccini coniugati meningococcici/pneumococcici prevengano le infezioni in modo causale.

5. Sostituzione sierotipica: un effetto collaterale sistemico

Numerosi casi studio hanno mostrato che la riduzione di un sierogruppo target è spesso accompagnata da un aumento di altri sierogruppi non coperti:

  • Regno Unito: dopo l’introduzione del vaccino MenC (1999), i casi da sierogruppo C sono calati, ma dal 2009 si è registrato un forte aumento dei casi da sierogruppo W (ST-11), con un incremento annuo del 50% dal 2010 al 2015.
  • America Latina: in Cile e Brasile, dopo l’introduzione di MenC tra il 2010 e il 2012, sono aumentati i sierogruppi W e Y.
  • Africa sub-sahariana: dopo l’introduzione del MenAfriVac nel 2010, epidemie causate da sierogruppo X sono state segnalate in Burkina Faso (2011) e Niger (2015).
  • Francia e Germania: studi recenti suggeriscono che la pressione vaccinale possa innescare una variabilità antigenica che favorisce la sostituzione sierotipica.
Figura 1. Sostituzione sierotipica nel caso dei vaccini meningococcici – Correlazione tra copertura vaccinale MenACWY (adolescenti 13–17 anni) e incidenza di casi da sierogruppo Y negli Stati Uniti (2006–2023). Fonti: CDC NIS-Teen, CDC Health Advisory HAN #505 (Apr 2024), MMWR 2022 report.
Figura 2. Proiezione futura del fenomeno della sostituzione sierotipica da sierogruppi non vaccinali (2024–2044) a copertura vaccinale costante. La linea rossa tratteggiata mostra l’aumento ipotetico della quota di casi da sierotipi non vaccinali fino all’80%. La linea blu rappresenta la copertura vaccinale stabile. Fonti: simulazione basata su dati USA 2008–2023, CDC NIS-Teen, MMWR, HAN #505.
Figura 3. Quote stimate di sostituzione sierotipica dopo vaccinazione coniugata in vari Paesi. I dati illustrano le percentuali osservate o riportate nella letteratura per sierotipi non vaccinali dopo l’introduzione dei vaccini in USA, Regno Unito, Africa Sub-Sahariana, Giappone e Spagna.
Figura 4. Sostituzione sierotipica nel caso dei vaccini pneumococcici – Il grafico illustra l’effetto della sostituzione sierotipica nello pneumococco dopo l’introduzione del vaccino coniugato. Le barre a sinistra (giallo) rappresentano l’incidenza prima della vaccinazione, mentre le barre a destra (arancione) indicano l’incidenza dopo la vaccinazione. Si osserva un aumento significativo del sierotipo 19A e dei nuovi sierotipi non coperti dal vaccino, evidenziando il fenomeno della sostituzione sierotipica.

6. Evidenze internazionali del fenomeno della sostituzione sierotipica

Studi analoghi a quelli condotti negli Stati Uniti sul fenomeno della sostituzione sierotipica dopo l’introduzione dei vaccini coniugati meningococcici sono stati effettuati in diverse regioni del mondo, tra cui l’Europa, l’Africa e l’Asia. Di seguito, una panoramica dei principali risultati:

🌍 Europa

Regno Unito: Dopo l’introduzione del vaccino MenC nel 1999, si è osservato un aumento significativo dei casi causati dal sierogruppo W (ST-11) a partire dal 2009, con un incremento annuo del 50% tra il 2010 e il 2015. Increase in endemic Neisseria meningitidis capsular group W sequence type 11 complex associated with severe invasive disease in England and Wales https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25389259/ (aumento dovuto a sostituzione sierotipica)

Spagna: Studi hanno riportato un aumento dei casi di malattia invasiva da pneumococco causati da sierotipi non inclusi nel vaccino, come il 19A, dopo l’introduzione del PCV7. Pediatric Pneumococcal Serotypes in 4 European Countries https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/16/9/10-0102_article (aumento dovuto a sostituzione sierotipica)

🌍 Africa

Cintura della meningite africana: L’introduzione del vaccino MenAfriVac contro il sierogruppo A ha portato a una drastica riduzione dei casi di meningite da questo sierogruppo. Tuttavia, si è registrato un aumento dei casi causati da sierogruppi non inclusi nel vaccino, come il C e il W. https://www.afro.who.int/health-topics/meningococcal-meningitis (aumento dovuto a sostituzione sierotipica)

🌍 Asia

Giappone: Dopo l’introduzione dei vaccini pneumococcici coniugati, si è osservato un aumento delle infezioni da sierotipi non vaccinali, come il 15A e il 35B, evidenziando un fenomeno di sostituzione sierotipica. Effects of Pneumococcal Conjugate Vaccine on Genotypic Penicillin Resistance and Serotype Changes, Japan, 2010–2017 https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/24/11/18-0326_article (aumento dovuto a sostituzione sierotipica)

7. Conclusione

L’affermazione secondo cui i vaccini coniugati meningococcici/pneumococcici prevengono la meningite non è supportata da evidenze che soddisfino i criteri inferenziali della causalità scientifica. La preponderanza di studi osservazionali, l’assenza di gruppi di controllo randomizzati e le ambiguità temporali rendono problematica l’attribuzione causale.

Inoltre, l’osservazione costante del fenomeno della sostituzione sierotipica – in contesti geografici, patogeni e cronologie diverse – suggerisce che le strategie vaccinali potrebbero alterare l’ecosistema microbico in modo non sempre prevedibile.

È dunque necessaria una revisione epistemologica dell’approccio alla valutazione di tali vaccini, fondata sulla chiarezza metodologica, la sorveglianza continua e la trasparenza interpretativa, al fine di evitare narrazioni semplificate o eccessivamente ottimistiche in sanità pubblica.


Bibliografia

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  7. Annual Epidemiological Reports (AER): Questi rapporti annuali analizzano l’andamento dell’IPD in Europa. Diversi AER evidenziano come, nel tempo, la sostituzione sierotipica abbia ridotto l’efficacia dei vaccini PCV, con un aumento dei casi causati da sierotipi non inclusi nei vaccini esistenti. https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/AER_for_2018_IPD.pdf
  8. Studi su PCV10 e PCV13: Analisi sull’introduzione di vaccini ad alta valenza, come PCV10 e PCV13, mostrano una diminuzione complessiva dell’IPD nei bambini sotto i 5 anni. Tuttavia, si osserva un aumento significativo dell’incidenza di IPD causata da sierotipi non inclusi in PCV13, suggerendo la presenza di sostituzione sierotipica. https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/effect-introducing-high-valency-pneumococcal-conjugate-vaccines-invasive-pneumococcal
  9. Progetto SpIDnet: Il network europeo SpIDnet, finanziato dall’ECDC, ha condotto studi multicentrici che confermano l’efficacia dei vaccini PCV13 e PCV10, ma evidenziano anche segnali di sostituzione sierotipica, sottolineando la necessità di una sorveglianza continua. https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/SpIDnet_Protocol_enhanced_surveillance-2018.pdf
  10. CDC Health Alert Network. Divergent serotype replacement trends and increasing diversity in pneumococcal disease in high income settings reduce the benefit of expanding vaccine valency https://emergency.cdc.gov/han/2024/han00505.asp
  11. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Meningococcal disease caused by serogroup W, 2015–2018. https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data
  12. Annual Epidemiological Report 2016 – Invasive pneumococcal disease: Questo rapporto evidenzia che, nonostante i vaccini PCV abbiano fornito una protezione significativa contro l’IPD causata dai sierotipi vaccinali, la copertura limitata dei sierotipi ha permesso la sostituzione sierotipica. Pertanto, è essenziale continuare a monitorare i sierotipi circolanti per valutare i programmi vaccinali attuali e informare lo sviluppo di nuovi vaccini. https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/Invasive%20pneumococcal%20disease%20AER.pdf
  13. Annual Epidemiological Report 2018 – Invasive pneumococcal disease: Nel 2018, il 75% dei casi di IPD nei bambini sotto i cinque anni è stato causato da sierotipi non inclusi in alcun vaccino coniugato pneumococcico, indicando un fenomeno di sostituzione sierotipica. https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/AER_for_2018_IPD.pdf
  14. Effect of introducing high-valency pneumococcal conjugate vaccines: Questo studio mostra che, mentre l’incidenza dell’IPD causata da sierotipi inclusi nel PCV13 è diminuita, l’incidenza dell’IPD causata da sierotipi non inclusi nel PCV13 è aumentata del 62%, suggerendo l’occorrenza della sostituzione sierotipica. https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/effect-introducing-high-valency-pneumococcal-conjugate-vaccines-invasive-pneumococcal
  15. Generic protocol on enhanced surveillance for invasive pneumococcal disease: Il protocollo SpIDnet dell’ECDC ha rilevato segnali di sostituzione sierotipica dopo l’introduzione di vaccini coniugati pneumococcici ad alta valenza, sottolineando la necessità di una sorveglianza continua. https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/SpIDnet_Protocol_enhanced_surveillance-2018.pdf
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Autore testo, data mixing e data mining: Davide Suraci
Pubblicato il 30 Maggio 2025 su: Autoimmunity Reactions

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