🧬🟠 Bordetella pertussis: sostituzione antigenica indotta dalla pressione selettiva dei vaccini

Abstract – Perché Bordetella pertussis è il caso esemplare

Bordetella pertussis, agente eziologico della pertosse, costituisce un caso particolarmente istruttivo per comprendere come un patogeno possa riorganizzarsi sotto una pressione immunologica storicamente determinata. La pertosse non è soltanto una malattia riemergente in popolazioni largamente vaccinate; è anche un laboratorio evolutivo nel quale osservare la trasformazione progressiva dei profili antigenici batterici.

Il grafico discusso mostra, lungo un arco temporale di oltre sessant’anni, la sostituzione successiva di linee di B. pertussis caratterizzate da varianti nei geni ptxA, ptxP, prn e fim3, cioè in loci direttamente implicati nella virulenza, nell’interazione immunitaria e nella composizione antigenica del batterio. Lo studio da cui proviene la figura interpreta questi cambiamenti come selective sweeps, cioè espansioni selettive di varianti divenute più idonee in un determinato contesto ecologico-immunitario. Small Mutations in Bordetella pertussis Are Associated with Selective Sweeps

In questo senso, B. pertussis non è un esempio marginale, ma un paradigma: mostra come la vaccinazione, modificando il “paesaggio” immunitario della popolazione ospite, possa modificare anche il valore adattativo dei profili antigenici batterici. Non perché il vaccino “crei” le varianti, ma perché ne seleziona il destino evolutivo.

Oltre la falsa alternativa tra “creare” e “selezionare”

La distinzione tra “creare” e “selezionare” una variante conserva una sua utilità meccanicistica, ma rischia di diventare fuorviante quando viene usata per depotenziare il significato evolutivo del fenomeno. Non è necessario sostenere che il vaccino “fabbrichi” intenzionalmente una mutazione in Bordetella pertussis per riconoscere il punto biologicamente decisivo: i vaccini modificano l’ambiente selettivo entro cui il batterio circola, rendendo alcuni profili antigenici più vantaggiosi di altri.

In questo senso, ciò che conta non è soltanto l’origine immediata della mutazione, ma il suo destino evolutivo dentro una popolazione immunologicamente trasformata. La variazione può sorgere spontaneamente; ma è la pressione selettiva a decidere se quella variazione resterà marginale o se diventerà dominante. È qui che la formula “il vaccino non crea le mutazioni” diventa insufficiente: perché in evoluzione non conta soltanto chi genera la variazione, ma chi la filtra, chi la amplifica, chi la trasforma in successo differenziale.

Il grafico come documento di una sostituzione antigenica

Il grafico mostra una dinamica difficilmente riducibile a una semplice oscillazione casuale di ceppi. Tra il 1949 e il 2010, la popolazione olandese di B. pertussis attraversa una serie di rimpiazzi successivi, associati a variazioni in loci antigenici e virulenziali come ptxA, ptxP, prn e fim3. Van Gent e colleghi concludono che piccole mutazioni, persino singoli SNP, possono produrre grandi cambiamenti nelle popolazioni di patogeni batterici in archi temporali di pochi anni o decenni.

Fig.1 – Il grafico mostra l’evoluzione temporale, dal 1949 al 2010, dei principali profili allelici di Bordetella pertussis nei Paesi Bassi. Le diverse linee colorate rappresentano combinazioni antigeniche/genetiche associate a geni come ptxA, ptxP, prn e fim3.
Nel tempo si osserva una progressiva sostituzione dei ceppi dominanti: i profili iniziali vengono rimpiazzati da nuove varianti, fino alla forte affermazione finale dei ceppi associati a ptxP3. L’immagine documenta quindi una dinamica di sostituzione antigenica, compatibile con l’adattamento della popolazione batterica al “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini. Fonte: Small Mutations in Bordetella pertussis Are Associated with Selective Sweeps

Il dato saliente è dunque questo: la sostituzione non avviene su caratteri biologicamente marginali, ma su bersagli antigenici sottoposti alla pressione selettiva indotta dai vaccini. I ceppi inizialmente dominanti vengono progressivamente surclassati da nuove combinazioni alleliche; emergono profili con prn2/3, poi linee associate a ptxP3, quindi varianti che coinvolgono anche fim3. La popolazione batterica non resta immobile davanti all’intervento vaccinale: viene rimodellata.

Sostituzione antigenica dei profili allelici

È quindi corretto parlare di sostituzione antigenica. Il grafico descrive il progressivo rimpiazzo di profili allelici che interessano antigeni e fattori di virulenza rilevanti per l’interazione con l’immunità dell’ospite. Non si tratta di una generica variazione di ceppi, ma di una riorganizzazione evolutiva della popolazione batterica intorno ai caratteri più vantaggiosi nel “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini.

La formula è importante: sostituzione antigenica. Qui non stiamo parlando di una banale fluttuazione epidemiologica, né di una sostituzione priva di direzione biologica. Stiamo parlando del progressivo successo di profili batterici nei quali antigeni, promotori e fattori di virulenza vengono ridefiniti dalla pressione selettiva esercitata da una popolazione immunizzata.

La selezione come fatto evolutivo centrale

Dire che il vaccino “seleziona” non attenua il fenomeno: lo definisce. La selezione è il cuore dell’evoluzione. Una variante non deve essere prodotta dal vaccino per essere favorita dal vaccino; le basta possedere, per caso mutazionale o per storia filogenetica, un assetto più competitivo nel nuovo ambiente immunitario.

Se un determinato profilo antigenico si trasmette meglio, persiste più efficacemente, viene riconosciuto meno efficientemente dall’immunità indotta o produce una maggiore quantità di tossina, quel profilo acquisisce vantaggio. Se poi aumenta di frequenza fino a rimpiazzare i profili precedenti, siamo davanti a una sostituzione antigenica effettiva. Le analisi sulla recrudescenza della pertosse hanno infatti collegato il fenomeno non soltanto al declino dell’immunità, ma anche all’adattamento del patogeno, alla divergenza antigenica e all’emergere di linee più competitive. Pertussis resurgence: waning immunity and pathogen adaptation – two sides of the same coin

L’insufficienza della formula “il vaccino non crea mutazioni”

La formula secondo cui “il vaccino non crea le mutazioni” è una semplificazione che rischia di oscurare il fenomeno principale. Riduce il problema all’origine puntuale della variante, mentre l’evoluzione opera soprattutto attraverso la selezione differenziale: ciò che conta è quale ambiente immunologico favorisca quella variante, quali ceppi vengano espansi, quali vengano marginalizzati e quale profilo antigenico finisca per imporsi.

Il punto, quindi, non è se il vaccino abbia “creato” ptxP3, prn2, fim3-2 o altri profili. Il punto è che questi profili sono cresciuti dentro popolazioni sottoposte a vaccinazione estesa e che il loro successo coincide con una modificazione del valore adattativo degli antigeni batterici. Il lavoro di van Gent e colleghi interpreta infatti i rimpiazzi osservati come selective sweeps associati a piccole mutazioni in geni rilevanti per la fitness del patogeno.

In altri termini: la mutazione è l’evento; la selezione è il processo; la sostituzione antigenica è l’esito.

Il caso della pertactina come conferma ulteriore

La dinamica diventa ancora più evidente osservando la pertactina, uno degli antigeni inclusi in molti vaccini acellulari. L’espansione di ceppi pertactina-negativi in popolazioni altamente vaccinate è stata interpretata come un segnale forte di evoluzione guidata dal vaccino. La revisione di Ma, Caulfield, Dewan e Harvill su Emerging Infectious Diseases collega la riemergenza della pertosse alla rapida espansione di ceppi di B. pertussis privi di pertactina, antigene comune nei vaccini acellulari, e discute esplicitamente il tema della vaccine-driven evolution. Pertactin-Deficient Bordetella pertussis, Vaccine-Driven Evolution, and Reemergence of Pertussis

Questo punto rafforza la tesi generale: quando il bersaglio immunitario è incluso nel vaccino, la perdita, la variazione o la divergenza di quel bersaglio può diventare vantaggiosa per il batterio. Non perché il vaccino “voglia” quel risultato, ma perché la selezione non ha intenzioni: ha conseguenze.

Dalla pertactina agli altri antigeni: una dinamica coerente

L’adattamento di B. pertussis non si esaurisce nella pertactina. Gli studi più recenti continuano a monitorare variazioni nell’espressione o nella struttura degli antigeni vaccinali e dei fattori connessi alla virulenza. Lo studio francese di Bouchez e colleghi analizza un periodo di ventitré anni e considera l’andamento temporale dei sierotipi fimbriali e dell’espressione degli antigeni vaccinali in B. pertussis tra il 1996 e il 2018. Evolution of Bordetella pertussis over a 23-year period in France, 1996 to 2018

Questo non significa che ogni variazione abbia lo stesso peso, né che ogni mutazione produca una “resistenza” completa nel senso farmacologico del termine. Significa però che il quadro complessivo è coerente: la pressione immunitaria esercitata dai vaccini non si limita a ridurre la suscettibilità individuale alla malattia; contribuisce anche a ridisegnare, nel tempo, la composizione antigenica della popolazione batterica circolante.

Cautela scientifica, non neutralizzazione del significato

Naturalmente, una lettura rigorosa deve evitare il monocausalismo. Deriva genetica, colli di bottiglia epidemici, cambiamenti nei calendari vaccinali, variazioni nella sorveglianza, uso di vaccini a cellule intere o acellulari, immunità calante e dinamiche locali di trasmissione possono tutti contribuire alla storia evolutiva di B. pertussis. Ma la cautela scientifica non deve trasformarsi in neutralizzazione interpretativa.

Quando i rimpiazzi osservati coinvolgono proprio antigeni vaccinali o loci direttamente implicati nella virulenza e nell’interazione immunitaria, l’ipotesi della pressione selettiva indotta dai vaccini non è una forzatura polemica: è una spiegazione biologicamente coerente. La recrudescenza della pertosse è stata infatti discussa nella letteratura scientifica come risultato dell’intreccio fra immunità calante e adattamento del patogeno, non come semplice fallimento lineare della copertura vaccinale.

Il vaccino come forza che ridefinisce la fitness

In definitiva, il grafico non documenta una semplice successione storica di alleli, ma una trasformazione ordinata della popolazione batterica sotto una pressione selettiva persistente. La fitness dei diversi ceppi non è una proprietà astratta e immutabile: dipende dal contesto immunologico in cui quei ceppi circolano. Quando quel contesto viene modificato dalla vaccinazione di massa, cambia anche la gerarchia adattativa delle varianti. Alcuni profili antigenici perdono terreno, altri acquisiscono vantaggio, si espandono e finiscono per ridefinire la composizione della popolazione circolante.

Fig. 2 – Il vaccino come forza selettiva che orienta l’evoluzione dei ceppi di B. pertussis verso la resistenza al vaccino.

Il fenomeno decisivo è dunque l’effettiva sostituzione antigenica: il progressivo successo dei profili più capaci di circolare nel “paesaggio” immunitario indotto dalla pressione selettiva dei vaccini. La direzione dei rimpiazzi, il loro rapporto temporale con l’era vaccinale e il fatto che coinvolgano proprio antigeni bersaglio dell’immunità vaccinale depongono a favore di una causalità selettiva indotta dai vaccini. Non siamo davanti a una fluttuazione neutra della popolazione batterica, ma a una riorganizzazione coerente dei profili più idonei a sopravvivere e trasmettersi in un ambiente immunitario trasformato. In questo senso, il grafico assume il valore di una traccia evolutiva della pressione vaccinale: non una prova isolata e autosufficiente, ma un indizio biologicamente forte, integrato e coerente con la letteratura sull’adattamento di Bordetella pertussis.


Riferimenti bibliografici essenziali

  1. van Gent M., Bart M.J., van der Heide H.G.J., Heuvelman K.J., Mooi F.R. “Small Mutations in Bordetella pertussis Are Associated with Selective Sweeps.” PLOS ONE, 2012. Studio da cui proviene il grafico e che descrive selective sweeps nella popolazione olandese di B. pertussis.
    Link esteso: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0046407
    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23029513/
    Full text PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3460923/
  2. Mooi F.R., van der Maas N.A.T., de Melker H.E. “Pertussis resurgence: waning immunity and pathogen adaptation — two sides of the same coin.” Epidemiology and Infection, 2014. Revisione che collega recrudescenza della pertosse, immunità calante e adattamento del patogeno.
    Link esteso Cambridge Core: https://www.cambridge.org/core/journals/epidemiology-and-infection/article/pertussis-resurgence-waning-immunity-and-pathogen-adaptation-two-sides-of-the-same-coin/2C4624385819C751F0C4E9448D4ABF04
    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23406868/
    Full text PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9151166/
  3. Ma L., Caulfield A., Dewan K.K., Harvill E.T. “Pertactin-Deficient Bordetella pertussis, Vaccine-Driven Evolution, and Reemergence of Pertussis.” Emerging Infectious Diseases, 2021. Revisione sull’espansione dei ceppi pertactina-negativi e sulla vaccine-driven evolution.
    Link esteso CDC: https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/27/6/20-3850_article
    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34014152/
    Full text PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8153889/
  4. Bouchez V. et al. “Evolution of Bordetella pertussis over a 23-year period in France, 1996 to 2018.” Eurosurveillance, 2021. Studio sull’evoluzione molecolare di B. pertussis, sull’espressione degli antigeni vaccinali e sulle variazioni osservate nei ceppi circolanti in Francia.
    Link esteso Eurosurveillance: https://www.eurosurveillance.org/content/10.2807/1560-7917.ES.2021.26.37.2001213
    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34533118/
    Full text PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8447829/
  5. Clark T.A. “Changing Pertussis Epidemiology: Everything Old is New Again.” The Journal of Infectious Diseases, 2014. Articolo sul cambiamento dell’epidemiologia della pertosse nell’era vaccinale, incluse durata della protezione, recrudescenza e trasformazione dei ceppi circolanti.
    Link esteso: https://academic.oup.com/jid/article/209/7/978/878936
  6. Suraci D.Bordetella pertussis: quando la resistenza al Vaccino è una Legge di Sopravvivenza.” Autoimmunity Reactions, 6 agosto 2025. Analisi divulgativa e critica sulla comparsa di ceppi resistenti o divergenti rispetto agli antigeni vaccinali della pertosse, con particolare attenzione a pertactina, tossina pertussica, FHA e fimbrie.
    Link esteso: https://autoimmunityreactions.org/wp/2025/08/06/bordetella-pertussis-quando-la-resistenza-al-vaccino-e-una-legge-di-sopravvivenza/

    Autore testo, data mixing e data mining: Davide Suraci
    Pubblicato il 17 Maggio 2026 su: Autoimmunity Reactions

Polimorfismi, Indagini e Suscettibilità ai Fattori Estrinseci

Elenco delle patologie collegate all'espressività del polimorfismo MTHFR.

Di seguito una lista, redatta da specialisti esperti in gastroenterologia e in medicina nutrigenomica in cui vengono suggeriti dei possibili percorsi di indagine sui polimorfismi volti ad accertare la presenza di predisposizioni a patologie croniche/ipersensibilità a fattori stressogeni esterni. NB: non si tratta di una lista di esami prevaccinali volta ad accertare delle eventuali controindicazioni ad uno o più vaccini quanto, piuttosto, di un’indagine orientata ad accertare l’esistenza di sensibilità chimica/genetica/immunologica verso sostanze di varia natura estranee alla fisiologia umana. Secondo le più recenti acquisizioni, esistono nel genoma umano almeno 10.000.000 di polimorfismi, le cui implicazioni col metabolismo, la genetica e il profilo immunologico individuale sono sconosciuti. È chiaro che se tutti questi esami venissero eseguiti sul soggetto per il solo scopo di accertarne la “resistenza ai vaccini” non avrebbe senso farli in quanto la maggior parte dei polimorfismi e le loro interazioni con i fattori ambientali stressogeni sono tutt’ora sconosciuti. In secondo luogo, l’impiego di queste liste di esami (peraltro in continuo aggiornamento) non viene compreso né interpretato e le sue implicazioni ignorate se ci si rivolge a dei medici/specialisti abituati ad operare secondo schemi di indagine, interpretazione, diagnosi e cura privi di riferimenti scientifici. MTHFR (Metilentetraidrofolato reduttasi) è il gene più conosciuto in quanto sono state scoperte molte correlazioni tra le sue forme in omozigosi/eterozigosi e l’espressività di numerose patologie. Di seguito, un elenco.

Patologie che possono esprimersi in presenza di difetti di metilazione.

Elenco delle patologie collegate all'espressività del polimorfismo MTHFR.
Patologie collegate all’espressività del solo MTHFR. (Clicca per ingrandire)

Tuttavia esistono decine e decine di polimorfismi la cui manifestazione dovrebbe essere un segnale d’allarme importante per i professionisti abituati a curare in “scienza e coscienza”  – rispettando il principio di precauzione – e per i genitori responsabili che non intendono far vaccinare i propri figli in virtù di informazioni sempre più aggiornate e supportate dal punto di vista scientifico.

Single Nucleotide Polymorphism - Polimorfismi
Single Nucleotide Polymorphism – Polimorfismi

Nei due elenchi che seguono, alcuni dei polimorfismi sono presenti sia nella lista di John Catanzaro MD che in quella di Andrew Wakefield GE, MD.

Special thanks to John Catanzaro MD, autore del seguente elenco.

Lista completa di sequenziamento dei geni correlati alla malattia: ABCB1, AP1S3, ATG16L1, CARD14, COPA, HLA-C, IL10, IL10RA, IL10RB, IL1RN, IL23A, IL23R, IL36RN, IL6, IRF5, IRGM, LPIN2, MEFV, MVK, NCSTN, NLRC4, NLRP12, NLRP3, NOD2, PLCG2, PSENEN, PSMB8, PSTPIP1, PTPN2, TMEM173, TNFAIP3, TNFRSF1A, TRAF3IP2

“Single Nucleotide Polymorphism” (SNP) e “Single Nucleotide Variations” (SNV) comprovate scientificamente.

Lista delle patologie correlate SNV (Variazioni Singolo Nucleotide): 1p31.1a, ACVRL1+, ARMS2–HTRA1, ASTN2+, c7orf10+, CACNA1A, CARF, CFDP1, EDNRA, ENG+, ESR1+, FHL5, FHL5–UFL1+, GRIA1+, GRIA3, HCRTR2, HCTR1+, HEY2–NCOA7, HPSE2, IGSF9B, KCNK18+, KCNN3, LRP1, LRP1–STAT6– SDR9C7, MEF2D+, MPPED2, MRVI1, MTDH, MTHFR+, NBEA, ADAMTSL4–ECM1~, CCM2L–HCK~, DOCK4–IMMP2L~, FGF6~, GJA1~, GPR149~, ITPK1~, JAG1~, MED14–USP9X~, NOTCH4~, REST–SPINK2~, TGFBR2~, TSPAN2–NGF~, WSCD1–NLRP1~, ZCCHC14~, NOS3, NRP1, NSDHL, PHACTR1+, PLCE1, PRDM16+, RNF213, RYR2+, SLC24A3, SLC6A4, STX1A+, TGFBR2, TNF, TRPM8, TRPM8–HJURP+, YAP1

Lista dei Polimorfismi a Singolo Nucleotide connessi con lo stato di salute in generale: AANT, ACAT1, ACE, ADM, AHCY+, BDNF, BHMT+, BTD, C5, CBS+, COMT+, CoQ2, CoQ3, COX5A, COX6C, CYP27A1, CYP27B1, DHFR, ENPP1, GSS, GSTM1, GSTP+, IGF1, IL10, IL23R, IL6, IL6R, KCNJ11, MAOA, MAOB, MAT1A, MAT2B, MTHFR+, MTR, MTRR+, NLRP6, NOS, NOS3, PDHA1, PDHB, PEMT, PNMT, PTPN22, PTS, QDPR, SHMT1+, SIRT1, SLC19A1, SLC22A5, SLC25A15, SLC25A32, SLC2A1, SOD2, SULT1A3, SUOX+, TGFB1+, TNF-alpha+, TRAF1, TRAP1, USF1, VDR+

Special thanks to Andrew Wakefield GE MD, autore del seguente elenco.

Lista dei test prevaccinali proposti dal Dottor Andrew Wakefield

IgG: test anticorpale per tutti gli antigeni vaccinali per individuare una precedente evidenza di immunità;
PRN: Il test degli anticorpi per la neutralizzazione della riduzione della placca è l’unico test valido per ricercare l’immunità ai virus come morbillo, parotite, rosolia e varicella;
HLA A, B, C, DQ, DR: antigeni leucocitari umani;
Lymphocyte phenotypization: Fenotipizzazione linfocitaria;

Elenco dei Polimorfismi a Singolo Nucleotide proposti da Andrew Wakefield

DNA -SNPs (polimorfismi a singolo nucleotide): SHMT/C1420T, ACAT-1-02, AHCY-19, AHCY-1,2, BHMT-1, 2, 4, 8, CBS-A360A, CBS-C699T, COMT-61, COMT-H62H, COMT-V158M, MAO A-R297R, MTHFR-A1298C, MTHFR-C677T, MTR-A2756G, MTRR-11, MTRR-A66G, MTRR-H595Y, MTRR-K350A, MTRR-R415T, MTRR-S257T, NOS-D298E, SHMT-C1420T, SUOX-S370S, VDR-Fok1, VDR-Taq1, Glutatione transferasi M 1 – GSTM1, Glutatione transferasi GSTP-1, I05V e A114V, Glutatione transferasi T1 – GSTT1, N-acetyltransferasi – NAT 2, Apolipotroteina E- E2, E3, E4, Superossido dismutasi- SOD 3.

Lista dei geni coinvolti nelle varie forme di tiroidite (aggiornamento del 31 Gennaio 2018):

ABCD1, ADA, ADH7, AHCY, AIRE, AITD1, AITD2, AITD4, AKT1, AOX1, ATP5O, AVP, BAX, BGLAP, BMPR1A, C1QA, C1QB, C1QC, C1R, C1S, C2, C3, C4A, C4B, CALCA, CAPZB, CASP8, CBS, CCNA2, CCNB1, CCND3, CD163, CD1A, CD28, CD40, CD58, CD69, CD80, CDKN1B, CDKN2A, CDKN2B, CDKN3, CGA, CHKB, COL1A1, COMT, COQ2, COQ3, COX5A, COX6C, CRH, CRP, CSF1, CTLA4, CXCL8, CYP11A1, CYP17A1, CYP21A2, CYP27B1, DDC, DIO1, DIO2, DIO3, DUOX2, DUOXA2, EDN1, ENO1, FAS, FASLG, FCGR2B, FCRL2, FCRL3, FOXD3, FOXE1, FOXP3, GAD1, GAD2, GH1, GHR, GLIS3, GNAS, GPR174, GPX1, GPX3, GSTM1, GSTM3, GSTP1, HLA-A, HLA-B, HLA-DQA1, HLA-DQB1, HLA-DRB1, HLA-DRB4, HRAS, HSPD1, HT, ICAM1, ICAM3, IFIH1, IFNA1, IFNB1, IFNG, IFNG, IGF1, IGFBP1, IGFBP3, IGSF1, IL10, IL15, IL16, IL17A, IL18, IL1B, IL1R1, IL1RN, IL2, IL22, IL23R, IL2RA, IL2RB, IL4, IL5, IL6, IL7, IL7R, INS, ITPR3, IYD, LEP, LTA, MAOA, MAOB, MAP2K1, MBL2, MC2R, MET, MIF, MTHFR, NCOA4, NKX2-1, NKX2-5, NOS1, NOS2, NOS3, ODC1, PAX8, PDE8B, PICALM, PIK3CA, PLCG2, POMC, POU1F1, PRL, PROP1, PRSS3, PTEN, PTPN22, PTPRC, REN, RYR1, S100B, SCGB3A2, SECISBP2, SELENOS, SERPINA7, SERPING1, SHBG, SIRT1, SLC16A2, SLC1A4, SLC26A4, SLC30A8, SLC3A2, SLC5A5, SLCO1C1, SOD2, STAT3, TFAM, TG, TGFB1, THRA, THRB, TLR3, TMPO, TNF, TNFRSF11B, TNFSF13B, TP53, TP63, TPO, TRAF1, TRAP1, TRHR, TRPV1, TSHB, TSHR, TTR, VDR, VEGFA, ZFAT… (Fonte: GeneSavy)

Endocrinopatie Autoimmuni e Vaccinazioni

MTHFR & Disturbi Neurologici Indotti dalle Vaccinazioni

Mutazioni a Singolo Nucleotide e Predisposizioni

SNP - Mutazioni a Singolo Nucleotide

SNP - Mutazioni a Singolo Nucleotide
SNP – Mutazioni a Singolo Nucleotide

Se è vero, come è vero, che le SNP (mutazioni a singolo nucleotide) esistono e che “….possono aiutare a prevedere la risposta individuale a certi farmaci, la suscettibilità ai fattori ambientali quali tossine e il rischio di sviluppare particolari patologie…” COME MAI vengono sistematicamente ignorate dagli italici medici e pediatri? Nessuno di loro si è MAI posto il dubbio che tali polimorfismi SNP (oltre il 60% della popolazione umana ne è portatore secondo stime forse riduttive) facciano parte di un ecosistema complesso ed altamente strutturato che può essere messo fuori uso oltre che dalle tossine ambientali di origine industriale (come mai gli italmedioti non allarmano le famiglie su ciò che sta circolando dentro noi tutti a livello corporeo ed extra-corporeo?) anche da quelle presenti nei vaccini e in altre cose chiamate “farmaci”?

Come mai non vengono effettuati degli screening preventivi finalizzati ad accertare la positività alle SNP al fine di escludere dalle vaccinazioni i soggetti potenzialmente predisposti?

https://ghr.nlm.nih.gov/primer/genomicresearch/snp
Post correlato: https://www.facebook.com/davide.suraci.18/posts/1207192512625632

MTHFR & Disturbi Neurologici Indotti dalle Vaccinazioni

Varianti dei polimorfismi MTHFR

Il problema MTHFR (almeno in Italia) viene attualmente considerato limitatamente a pochissime patologie. Totalmente ignorato dai più è l’aspetto legato alla (maggiore o minore) “incapacità” che può avere l’organismo a detossificarsi dai bioccumuli tossici come quelli indotti dai vaccini e da altri agenti interferenti. Esistono invece “medical practitioners” che adottano l’approccio conoscitivo a partire proprio da quelle informazioni legate ai polimorfismi SNP in oggetto per poi giungere ad un approccio metodologico basato sull’impiego di fattori compensatori della dieta, non escluso l’impiego di principi attivi che non sono solo genericamente identificabili come “acido folico”. Immaginare di chiedere un’esenzione a dei medici/specialisti che esuli dai “loro” schemi procedurali, costruiti secondo i processi dell’istruzione programmata molto in voga negli anni ’70, significa tentare di smentire le fondamenta di una religione…L’MTHFR nelle sue varie forme è coinvolto in numerosissime patologie a decorso cronicizzante ed è per questo che sta destando molta attenzione. Vi è da aggiungere inoltre che non esiste solo MTHFR con le sue varianti a svolgere un ruolo chiave in moltissime di queste patologie, ma anche altre mutazioni che interessano in profondità numerosissimi aspetti del metabolismo cellulare e mitocondriale in particolare…

Oltre il MTHFR – Infiammazione e Autoimmunità sono affini. Un’infiammazione persistente può dar luogo ad autoimmunità e viceversa.

La scoperta degli starter sottostanti comporta le competenze e le abilità di un detective. Si consiglia vivamente di avvalersi di un medico che sia anche in grado di gestire giuridicamente ciò che intende dimostrare (rarissimo, in Italia a trovarsi).

Alcuni “starters” sono virus (EBV, CMV, HHV6, ZOSTER e altri), batteri (C. Pneumonia, Mycoplasma, Streptococcus, Staphylococcus e altri), patogeni intestinali, lieviti, muffe, metalli pesanti, sostanze chimiche, antigeni altamente reattivi, biotossine, xenobiotici e metaboliti tossici finali e/o intermedi di farmaci e vaccini.

Lista completa di sequenziamento dei geni correlati alla malattia: ABCB1, AP1S3, ATG16L1, CARD14, COPA, HLA-C, IL10, IL10RA, IL10RB, IL1RN, IL23A, IL23R, IL36RN, IL6, IRF5, IRGM, LPIN2, MEFV, MVK, NCSTN, NLRC4, NLRP12, NLRP3, NOD2, PLCG2, PSENEN, PSMB8, PSTPIP1, PTPN2, TMEM173, TNFAIP3, TNFRSF1A, TRAF3IP2

“Single Nucleotide Polymorphism” (SNP) e “Single Nucleotide Variations” (SNV) comprovate scientificamente.

Lista delle patologie correlate SNV (Variazioni Singolo Nucleotide): 1p31.1a, ACVRL1+, ARMS2–HTRA1, ASTN2+, c7orf10+, CACNA1A, CARF, CFDP1, EDNRA, ENG+, ESR1+, FHL5, FHL5–UFL1+, GRIA1+, GRIA3, HCRTR2, HCTR1+, HEY2–NCOA7, HPSE2, IGSF9B, KCNK18+, KCNN3, LRP1, LRP1–STAT6– SDR9C7, MEF2D+, MPPED2, MRVI1, MTDH, MTHFR+, NBEA, ADAMTSL4–ECM1~, CCM2L–HCK~, DOCK4–IMMP2L~, FGF6~, GJA1~, GPR149~, ITPK1~, JAG1~, MED14–USP9X~, NOTCH4~, REST–SPINK2~, TGFBR2~, TSPAN2–NGF~, WSCD1–NLRP1~, ZCCHC14~, NOS3, NRP1, NSDHL, PHACTR1+, PLCE1, PRDM16+, RNF213, RYR2+, SLC24A3, SLC6A4, STX1A+, TGFBR2, TNF, TRPM8, TRPM8–HJURP+, YAP1

Lista dei Polimorfismi a Singolo Nucleotide connessi con lo stato di salute in generale: AANT, ACAT1, ACE, ADM, AHCY+, BDNF, BHMT+, BTD, C5, CBS+, COMT+, CoQ2, CoQ3, COX5A, COX6C, CYP27A1, CYP27B1, DHFR, ENPP1, GSS, GSTM1, GSTP+, IGF1, IL10, IL23R, IL6, IL6R, KCNJ11, MAOA, MAOB, MAT1A, MAT2B, MTHFR+, MTR, MTRR+, NLRP6, NOS, NOS3, PDHA1, PDHB, PEMT, PNMT, PTPN22, PTS, QDPR, SHMT1+, SIRT1, SLC19A1, SLC22A5, SLC25A15, SLC25A32, SLC2A1, SOD2, SULT1A3, SUOX+, TGFB1+, TNF-alpha+, TRAF1, TRAP1, USF1, VDR+

Special thanks to John Catanzaro MD, autore del suddetto elenco. – [fine aggiornamento del 19 Giugno 2017].

Non solo i vaccini possono essere causa di impatto sull’espressività di taluni geni candidati all’autismo…Per esempio, questo studio evidenzia:

Impatto cumulativo del bifenile policlorurato e delle grandi duplicazioni cromosomiche sulla metilazione del DNA, sulla cromatina e sull’espressione dei geni candidati all’autismo. [Aggiornamento del 28 Giugno 2017]

“Cumulative Impact of Polychlorinated Biphenyl and Large Chromosomal Duplications on DNA Methylation, Chromatin, and Expression of Autism Candidate Genes”

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S221112471631631X

MTHFR – Il vostro medico dovrebbe essere la prima persona ad informarvi sull’esistenza di questa mutazione e per la quale dovreste essere controllati prima di ricevere qualsiasi vaccinazione e di qualsiasi altra prescrizione medica. In realtà essi non lo faranno. Sono molto pochi coloro che conoscono l’importanza dei fattori genetici e delle predisposizioni. È altrettanto importante scoprire se si è portatori di questo gene ancor prima di assumere anche un semplice integratore alimentare.

Come mai si sente parlare di MTHFR solo adesso?
Le informazioni sono state fuori dalla portata degli addetti ai lavori per molto tempo. Nel 2003 il “Progetto Genoma Umano” viene completato. Col passare degli anni sono state fatte delle nuove scoperte sui “perché” alcune popolazioni sono più inclini ad una data malattia cronica, al cancro e, naturalmente, all’autismo.

http://www.genome.gov/10001772
http://www.genome.gov/search.cfm?keyword=MTHFR&start=0

Che cos’é il MTHFR?
Il gene MTHFR è quello che fornisce le istruzioni per sintetizzare un enzima chiamato Metil-tetra-idrofolato-reduttasi. Questo svolge un ruolo importante nella biosintesi degli amminoacidi, i “mattoni” delle proteine. Il Metil-tetra-idrofolato-reduttasi è importante per una reazione biochimica che coinvolge alcune forme dei folati vitaminici (chiamati anche Vitamina B9). In particolare, questo enzima converte una molecola chiamata 5, 10-metilene in un’altra chiamata 5-Metiltetraidrofolato. Questa reazione è basilare per il processo, suddiviso in molte fasi, che converte l’omocisteina in un altro amminoacido, la metionina. L’organismo impiega la metionina per sintetizzare le proteine ed altri composti importanti per il metabolismo cellulare e tissutale.

http://ghr.nlm.nih.gov/gene/MTHFR

Varianti dei polimorfismi MTHFR
Varianti geniche MTHFR

Dal momento che il 98% dei bambini autistici è portatore di una forma di mutazione MTHFR, sembrerebbe esserci una correlazione fra la sindrome autistica e tale gene MTHFR, giusto? Avrebbe infatti senso, secondo voi, che una persona il cui metabolismo non è in grado di disintossicarsi correttamente, costituisca autonomamente un pericoloso carico di tossine? Il corpo umano è dotato di una grande capacità di autoregolazione ed è abbastanza adattabile; alcuni di noi possono essere imbottiti di vaccini previsti dai programmi di vaccinazione, mangiare scorrettamente, vivere in prossimità delle antenne di telefonia mobile, bere acqua di rubinetto tutti i giorni e non sviluppano alcun grave problema di salute o mentale. Ma se alcuni di noi sono incapaci di svolgere queste reazioni biochimiche indispensabili a causa di una predisposizione genetica?

Dal momento che si stima che il 60% della popolazione è portatrice dl gene MTHFR (e di altri che agiscono in concomitanza con uno o più di essi e che sono al momento sconosciuti) e che essi sono la causa predisponente di molte malattie croniche, non dovremmo essere tutti sottoposti preventivamente ad accertamento prima di qualsiasi somministrazione farmacologica?

https://web.archive.org/web/20160414133027/http://www.freshideamama.com/mthfr-since-40-60-of-the-population-has-this-condition-and-it-is-the-underlying-cause-for-many-chronic-illnesses-shouldnt-we-all-be-getting-tested

http://www.jpands.org/vol9no4/boris.pdf

Mutazione MTHFR: un pezzo mancante al “puzzle” della malattia cronica. Carenze di produzione di questo enzima o il suo anomalo funzionamento sono stati associati spesso all’aumento del rischio di infarto miocardico, ictus, trombosi venosa, diversi tipi di cancro, difetti congeniti, malattie infiammatorie intestinali e patologie neuropsichiatriche. In pratica la funzione del MTHFR è un fattore predittivo importante di predisposizione a malattie croniche e gli interventi mirati ad ottimizzare la funzionalità di questo enzima spesso possono essere preventivi o terapeutici.

http://holisticprimarycare.net/topics/topics-a-g/functional-medicine/1353-mthfr-mutation-a-missing-piece-in-the-chronic-disease-puzzle

MTHFR e Il suo ruolo nell’autismo – Se avete dei figli portatori di una mutazione MTHFR (oppure se ne sono portatori uno od entrambe i genitori) e scegliete di farli vaccinare, la probabilità di reazione avversa (sindrome dello spettro autistico, così come di altri disturbi quali ADHD/ADD, asma, problemi di tiroide, problemi gastrointestinali, allergie e così via) è piuttosto elevata. Questo è il motivo per cui alcuni genitori credono che “l’autismo è genetico” perché sì, potrebbe esserci una predisposizione genetica,ma questo non vuol dire che saranno “nati autistici”C’è di più. Inneschi potenziali: vaccini, infezioni causate da vaccini, infezioni, fattori ambientali, cattiva dieta/squilibri nutrizionali, ecc., sono tutti  in grado di disregolare il funzionamento di questo gene. Questi fattori sono conosciuti come “espressione genica”. Nella diatriba in corso sulle cause dell’autismo ci sono coloro che sostengono che la responsabilità delle cause dell’autismo sia da attribuire esclusivamente ai vaccini, mentre altri sostengono la tesi delle cause esclusivamente genetiche. Entrambi devono trovare un giusto equilibrio fra questi estremismi. Alcuni casi di “autismo” possono essere considerati congeniti e questo è perché hanno il gene (s) e la mamma può “risvegliare”  questi geni (s) vaccinandosi col vaccino antinfluenzale, con il TDaP, a causa di numerose infezioni, oppure esponendosi ad una tossina ambientale (cioè coloro che vivono in prossimità di aree industriali, aree agricole, spray di massa, il glifosate ovvero il Roundup) durante la gravidanza.

La condizione MTHFR eterozigote composita si verifica quando si ha una mutazione del gene 677 e una mutazione del gene 1298. Questa combinazione è la più grave a causa del fatto che si hanno i sintomi di entrambi i difetti genetici. Il 98% dei bambini autistici ha il 677 e il 1298 (quindi con elevatissima predisposizione genetica al bioaccumulo di metalli pesanti).

Coloro che sono portatori di MTHFR in omozigosi o in eterozigosi sono sprovvisti anche della capacità di disintossicazione del corpo (i bambini autistici sono positivi ai test per gli alti livelli di metalli e spesso hanno carenze nutrizionali, complice anche una dieta squilibrata) e si ha la “tempesta perfetta” per un “cervello tossico”). Comunque, solo una piccola percentuale di casi di “autismo” non può essere definita. Il resto dei casi sono stati descritti in precedenza ma sono spessissimo i genitori quelli che devono comporre i vari pezzi del puzzle “autismo”. Ma questo non dovrebbero farlo i nostri scienziati?

Si può non condividere la scelta vaccinale per varie ragioni. Il Dr. Ben Lynch si pone però delle domande molto coerenti sul fatto che la presenza della mutazione della MTHFR (metil-tetra-idro-folato-reduttasi) possa essere controindicata con la somministrazione delle vaccinazioni. In un forum in cui si discute di MTHFR, ecco cosa ha scritto il dottor Ben Lynch (http://mthfr.net/):

“Personalmente, io non consiglierei di vaccinare ogni bambino portatore di una mutazione MTHFR omozigote – a meno che non corra un rischio molto elevato non vaccinandosi.” “Non si tratta solo di tiomersale nei vaccini – ci sono anche gli adiuvanti i responsabili dello stravolgimento del sistema immunitario – rendendo un soggetto suscettibile a condizioni autoimmuni o di iperreattività del sistema immunitario in generale. Come le allergie. “Tenete a mente, inoltre, che – allo stato attuale – non siamo a conoscenza di altre potenziali mutazioni di cui un bambino può essere portatore (come, ad esempio quelle che amplificano il sistema immunitario, quelle che annientano le capacità di disintossicazione dell’organismo o il funzionamento dei neurotrasmettitori). Quando si combinano queste possibili mutazioni con la mutazione della MTHFR e le vaccinazioni – è una ricetta pronta per l’autismo”.

“Identificare i fattori genetici associati allo sviluppo di eventi avversi potrebbe consentire di effettuare degli screening prima della somministrazione dei vaccini.” “Polimorfismi genetici in geni che esprimono un enzima precedentemente associato a reazioni avverse a una varietà di agenti farmacologici e un fattore di trascrizione immunologica (IRF1) sono risultati associati a eventi avversi dopo la vaccinazione antivaiolosa in 2 campioni di studio indipendenti.”

“L’attivazione della metionina-sintasi (MS) per il fattore-1 di crescita insulino-simile e la dopamina: un obiettivo per le tossine dello sviluppo neurologico e thimerosal”.

http://mthfr.net/forums/topic/mthfr-and-vaccinesimmunizations-contraindicated/

Why MTHFR is Becoming Recognized” http://mthfr.net/why-mthfr-is-becoming-recognized/2012/03/16/  “Gli eventi di metilazione hanno un ruolo fondamentale nella capacità dei fattori di crescita al fine di promuovere lo sviluppo normale. Le tossine dello sviluppo neurologico, come l’etanolo e metalli pesanti, interrompono i fattori di crescita, aumentando la probabilità che essi possano esercitare effetti negativi sulla metilazione.” “I nostri risultati delineano un percorso alterato del fattore di crescita che regola l’attività di MS e che quindi modula le reazioni di metilazione, tra cui la metilazione del DNA. La potente inibizione di questo percorso da parte di etanolo, piombo, mercurio, alluminio e thimerosal suggerisce che può esserci uno sviluppo importante di tossine in grado di compromettere lo sviluppo neurologico.” Più in basso si legge: “I nostri studi rivelano anche che l’etanolo , i metalli pesanti e il conservante vaccinale thimerosal possono interferire con l’attivazione di MS e compromettere la metilazione folato-dipendente. Poiché ciascuno di questi agenti è stato associato a disturbi dello sviluppo, i nostri risultati suggeriscono che la metilazione alterata, nel DNA in cui sia particolarmente compromessa la metilazione in risposta a fattori di crescita, può esserci un meccanismo molecolare importante che porta ai disturbi dello sviluppo. “ Questo è stato pubblicato in Molecular Psychiatry ( 2004) 9 , 358-370.

Le statistiche ufficiali ci informano che il 60% della popolazione è portatore di una mutazione MTHFR nelle sue varie forme. La mutazione MTHFR predispone facilmente ai danni da vaccino. Devastante a livello mitocondriale. L’ alluminio e il mercurio nei vaccini causano disordini mitocondriali. I neonati sono vaccinati con alluminio nei primi giorni di vita. Essi ricevono inoltre l’alluminio e il mercurio anche attraverso la placenta con il vaccino antinfluenzale e il TDaP somministrato alle gestanti. I vaccini amplificano il disturbo mitocondriale che poi predispone alla successive lesioni da vaccino.

Accertata (e ben documentata) una “apparentemente” insignificante idiosincrasia ai composti del mercurio nei soggetti portatori di ben due MTHFR (MTHFR rs1801131 e rs662).. Questo studio del 2014, di cui vi riporto la citazione su PubMed (screenshot e links), spiega a chiare lettere come i soggetti portatori di MTHFR mostrino un’elevatissima sensibilità chimica ai bassissimi livelli dei composti contenenti il mercurio. Considerato che le mutazioni del gene MTHFR e i polimorfismi genetici a singolo nucleotide (SNP) interessano non meno del 60% dell’intera popolazione, perché neanche l’1% dei genitori e il 100% dei medici non si interessano, almeno su base preventiva, del rischio a cui sono potenzialmente sottoposti i neonati all’atto delle vaccinazioni? Qui ho fatto riferimento al solo mercurio (le autorità sanitarie ci garantiscono che i vaccini non ne contengono più ma quale può essere la loro credibilità?) ma l’ipersensibilità riguarda anche i notissimi sali di alluminio di cui sono zeppi numerosissimi farmaci (inclusi i vaccini, anche se questi NON sono dei farmaci..) e ritenuti responsabili di non poche patologie neurologiche.
Adesso chiedetevi in quali mani state affidando la salute dei vostri figli. Patologie esistenti solo allo stato potenziale possono dunque emergere a livello fenotipico a causa di fattori scatenanti come quelli dianzi citati. Come mai in Italia non si eseguono di routine degli esami volti ad accertare la presenza di questa mutazione nei neonati ancor prima di vaccinarli? Come mai vengono ignorati sistematicamente questo ed altri studi che dimostrano inequivocabilmente come in presenza della mutazione MTHFR (presente nel 60% della popolazione in tutte le sue varianti!) i neonati non dovrebbero essere assolutamente vaccinati?

Originale su PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=rs1801131+mercury 
Traduzione italiana: http://alturl.com/udk3o

Vedi anche sul MTHFR:
http://www.mthfrsupport.com.au/vaccination-debate/

Abstract da: “Genetic basis for adverse events after smallpox vaccination”. In:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18454680(J Infect Dis. 2008) Jul 1;198(1):16-22.
Molecular Aspects of Thimerosal-induced Autism(Richard C. Deth, Ph.D. Professor of Pharmacology Northeastern University Boston, Massachusetts).
http://www.whale.to/a/deth.pdf

MTHFR Research


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=MTHFR

MTHFR gene – methylenetetrahydrofolate reductase“…A large number of genetic and environmental factors, most of which remain unknown, likely determine the risk of developing most common, complex conditions…”

https://ghr.nlm.nih.gov/gene/MTHFR

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