Patologie Autoimmuni: Cosa Sono? Chi scrive i contenuti di questo sito?

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Le patologie autoimmuni rappresentano la risposta immunitaria ad una sollecitazione anomala, spessissimo rilevabile negli adiuvanti vaccinali in cui l’organismo, attraverso il suo sistema immunitario, “aggredisce sé stesso”

Ciò che questo sito web desidera divulgare viene elaborato da Davide e da Luana, entrambi appassionati di ricerca da svariati anni. Tutti gli articoli sono corredati da fonti inequivocabili e da chiunque verificabili!

yellowbrainDavide (alias yellowbrain alias autoimmunityreactionsè un docente presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ha avuto occasione di vedere persone danneggiate dai vaccini, o meglio dagli adiuvanti vaccinali. Ha preso contatto con numerosi ricercatori clinici e medici in tutto il mondo (rarissimi gli italiani e tutti esercitanti presso istituzioni estere) aventi una pratica clinica intensiva (in media oltre 20 anni) che gli hanno confermato l’esistenza di un “denominatore comune” fra le vaccinazioni, gli inquinanti ambientali presenti massicciamente in tutti gli ecosistemi e le patologie di cui si tratta in questo blog.

Egli stesso, in quanto insegnante, ha potuto notare un numero sempre più elevato di bambini/ragazzi nello spettro ASD, e/o, con generici ritardi nello sviluppo, allergie, disturbi specifici di apprendimento, irritabilità, nonché di numerose patologie di origine autoimmune (fra le quali ve ne sono molte di quelle descritte in questo blog). Moltissimi disturbi a livello di comportamento sono spesso identificati dai medici come di origine psichiatrica e trattati in moltissimi casi con psicofarmaci ma, con molta probabilità, dovuti alla crescente pressione esercitata dagli inquinanti ambientali.

Luana DiEmmeLuana è impegnata nella ricerca indipendente, talvolta collabora con associazioni di danneggiati nell’elaborare studi scientifici ed approfondimenti che possono essere utilizzati anche – e soprattutto – per poter esercitare il diritto all’obiezione di coscienza

Ella stessa è affetta da una patologia autoimmune dall’eziologia e patogenesi ancora prive di “un’etichetta” propria, ragione che l’ha spinta a cercare le risposte alle domande che l’ambiente medico minimizzava oppure ridicolizzava. Sino ad alcuni mesi fa ha partecipato attivamente ad un gruppo Fb per la divulgazione di informazioni mirate proprio sulle patologie autoimmuni

11 risposte a “Patologie Autoimmuni: Cosa Sono? Chi scrive i contenuti di questo sito?”

  1. È confermata la correlazione fra vaccino Bacillus Calmette–Guérin (BCG) per la tubercolosi e l’artrite di Takayasu e dopo immunizzazione con plasma derivato dal vaccino per l’epatite B. Il lavoro di Bernini, Manzini e Ferri identifica ( “Vaccines and Autoimmunity, First Edition. Edited by Yehuda Shoenfeld, Nancy Agmon-Levin, and Lucija Tomljenovic.© 2015 John Wiley & Sons, Inc. Published 2015 by John Wiley & Sons, Inc.”) come possibile causa dell’artrite di Takayasu proprio il vaccino BCG. Quanto al vaccino HPV come possibile causa dell’artrite di Takayasu, non sono in nostro possesso dei dati scientifici ma ciò non significa che non sia possibile l’innesco di fisiologismi analoghi a quelli accertati fra il vaccino BCG e la medesima patologia.

  2. Ciao. Mia figlia ha due anni e cinque mesi . Sua zia celiaca dall’età di nove anni. Suo padre ha sviluppato malattia di dhuring /celiachia a seguito di un vaccino Anti epatite b. Diciamo sia stato un caso…. dopo analisi sul dna mia figlia risulta portatrice del gene dq2 predisposizione genetica allo sviluppo della celiachia. Data la situazione critica di queste nuove leggi di tso sanitari mi trovo in vera difficoltà dato che mia figlia sarebbe costretta a fare meningococco c/b e mpr+v. Secondo la vostra esperienza . Considerate la predisposizione genetica allo sviluppo di una malattia autoimmune di mia figlia come un elemento di rischio capace di renderla esente ?! Grazie mille .

    1. Nella dermatite erpetiforme (malattia di Duhring) circa il 80–90% dei pazienti è portatore dei genotipi HLA DR3 e HLA DQw (Bolognia and Rapini, 2012; Joly et al., 2005). Si tratta di una patologia autoimmune caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi contro uno o più componenti strutturali della pelle. Questa dermatite bollosa si intende diagnosticata solo se vengono rilevati gli specifici autoanticorpi nella pelle o nel siero dei pazienti (esistono nel suo caso?). È accertata una relazione fra questa patologia e l’impiego di vaccini. Il collegamento fra gli agenti infettivi e le patologie bollose era già stato riportato da Sagi et al. (2011), che trovò che il siero da BP e dei pazienti PV dimostrava una significativa, altissima, prevalenza di anticorpi verso il virus dell’epatite B (HBV), quello dell’epatite C virus (HCV), l’ helicobacter pylori, il toxoplasma gondii, e il cytomegalovirus (CMV) rispetto ai controlli sani. Nel testo “Vaccines and Autoimmunitydi Yehuda Shoenfeld et al., 2015 ed. Wiley, viene riportata una casistica rappresentativa di manifestazioni delle patologie bollose suddette sia fra gli adulti che fra bambini, successivamente alla somministrazione di diverse tipologie di vaccini, fra cui anche il vaccino antiepatite B. Rif. a pag 340 del volume suddetto: “…Many case reports propose a temporal association between the appearance of BP and immunization of adults (Table 35.1) and young children (Table 35.2)…” e poi: “…Importantly, this plausible association has been related to different vaccines, most notably anti-influenza vaccine, dTP, polio, and hepatitis…” Quanto alla malattia celiaca, l’avere conferma dell’esistenza della situazione di portatrice del gene dq2 (aplotipo HLA DQ2) è chiara predisposizione a subire danni (sindrome ASIA) da fattori nutrizionali incompatibili con questo quadro immunologico. Una situazione del genere deve escludere pertanto il ricorso a qualsiasi agente ambientale (e i vaccini sono fattori ambientali) in grado di comportarsi imprevedibilmente nei confronti del quadro genetico-immunologico del soggetto. Conclusioni: è lei che decide, non la legge.

      Nessuna garanzia, nessun vaccino.

  3. Buonasera, sono mamma di tre bambini, in crisi a causa di questo ultimo ddl che mi costringerebbe a fare ben 10 vaccini al piccolo e tutti i richiami ( mai fatti, oltre a MPR e maningiti) agli altri due ( vaccinati solo a tre mesi e poi basta). Sono affetta da SM rr ( sclerosi multipla recidivante remittente), e non so davvero come fare. Ho sempre evitato i vaccini dalla mia diagnosi in poi. Ho letto che ci sono degli studi che associavano la mia malattia al vaccino per l’epatite B e alla polio. Sono studi piccoli che non hanno avuto grande eco. Per me però hanno un valore. Cosa ne pensate? Ci sono degli esami che potrei fare ai ragazzi per scongiurare il rischio che i vaccini li danneggino, tenendo conto anche della mia situazione!? Grazie se potrete darmi qualche spunto.

    1. Premesso che in Italia il sistema sanitario non riconosce le indagini svolte dai pazienti (anche in collaborazione con medici esperti) ai fini dell’individuazione di eventuali controindicazioni alle vaccinazioni, la patologia di cui lei soffre (di origine autoimmune?) potrebbe essere legata a fattori ereditari che non devono essere assolutamente trascurati. Ha fatto benissimo a sospendere le sue vaccinazioni e quelle dei suoi bambini, soprattutto perché nessuno (sicuramente nemmeno lei) è al corrente del profilo genetico-immunitario dei suoi figli. Chi le sollecita di vaccinare dei bambini così piccoli come se si trattasse di “acqua fresca” ignora totalmente queste problematiche che stanno venendo alla luce solo da alcuni anni grazie al lavoro dell’equipe scientifica internazionale del Dottor Yehuda Shoenfeld, dell’Università di Tel Aviv. Con riferimento all’associazione fra la sua patologia e i vaccini bisogna considerare che la sclerosi multipla è associata alla presenza dell’aplotipo HLA-DRB1 (Yates et al., 2014). Se ha fatto in passato il vaccino antiepatite B è molto probabile che abbia avuto un ruolo nello slatentizzare o innescare prima del tempo la sua sclerosi multipla. “Autoimmune reactions associated with hepatitis B vaccine (HBVacc)(Reazioni autoimmuni sono associate con il vaccino per l’epatite B). Anche se si tratta di case reports, per la sclerosi multipla dei risultati positivi sono stati trovati da Herroelen et al. (1991); Matsui et al. (1996); Gout and Lyon-Caen (1998); Marshall (1998); Shoenfeld and Aron-Maor (2000); Touze et al. (2000); Karaali-Savrun et al. (2001); Geier and Geier (2004); Hernan et al. (2004) e dei risultati negativi sono stati trovati da Gout and Lyon-Caen (1998); Ascherio et al. (2001a, 2001b), Confavreux et al. (2001); DeStefano et al. (2003). Le conclusioni a cui giungono gli autori del 16° capitolo di “Vaccines & Autoimmunity” per quanto riguarda la correlazione fra il vaccino antiepatite B e l’insorgenza della sclerosi multipla, sono di una “fortissima evidenza correlativa”. Non si tratta perciò di “studi piccoli” ma di significative e prolungate ricerche in ambito clinico. Per rispondere alla sua ultima domanda, non esistono esami prevaccinali che possano costituire una prova di rischio potenziale derivante da uno o più vaccini tali da fornire come dimostrazione di un “principio di esclusione”ai medici o alle istituzioni. Per quanti esami si possano fare, esisterà sempre (come del resto esiste) un’“area sconosciuta” in cui la medicina odierna naviga al buio e alla quale non è attualmente in grado di fornire delle risposte. È quest’ultima, infatti, a dover fornire elevatissime garanzie sui vaccini, non lei.. Il miglior consiglio, nel caso in cui dovessimo subire ancora i soprusi di una pseudo-scienza medica, è quello di riappropriarsi dei diritti fondamentali della persona umana e del libero arbitrio.

  4. buon giorno,
    circa 7 anni fa ho scoperto di avere la mutazione genetica MTHFR OMOZIGOTE. Nessuno è mai stato in grado di spiegarmi bene cosa fosse e cosa comportasse questa mutazione.
    Ora sono mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo, MAI VACCINATO, e vorrei che continuasse ad essere cosi.
    Ho letto il vs articolo nel quale spiegate che sarebbe meglio non vaccinare ma che esami posso far fare a mio figlio per verificare che abbia anche lui questa mutazione e provare ad evitare le vaccinazioni obbligatorie? grazie per la vs disponibilità

    1. Si tratta di un polimorfismo presente in circa il 40-60% della popolazione (se si considerano anche gli altri polimorfismi di cui possiamo essere portatori). Se ha letto questo http://autoimmunityreactions.org/2016/06/25/mthfr-disturbi-neurologici-indotti-dalle-vaccinazioni/ dovrebbe avere visto anche il pittogramma che indica i varii gradi di incapacità ad eseguire la corretta trasformazione dell’acido folico nella sua forma attiva 5-MTHFR. A seconda che sia in omozigosi, in eterozigosi per C677 e/o A1298 o in eterozigosi composita per l’uno o per l’altro, si hanno differenti gradi di incapacità metabolica a svolgere il processo di sintesi enzimatica dianzi indicato. Ne consegue una costellazione di numerosissime patologie a decorso più o meno cronicizzante delle quali, almeno in Italia, solo la iperomocisteinemia viene riconosciuta come collegata a tale fattore. Esiste un quadro di patologie (che a breve pubblicheremo qui: http://autoimmunityreactions.org/2016/06/25/mthfr-disturbi-neurologici-indotti-dalle-vaccinazioni/) che vengono ignorate completamente da moltissimi medici e clinici italiani (che continuano a consigliare le vaccinazioni sia in presenza di mutazioni puntiformi come questi polimorfismi che in presenza di vere e proprie mutazioni, interessanti regioni più estese del genoma). Relativamente alla sua domanda sugli esami, esiste sia un test del sangue presso gli ospedali (tuttavia non troverà esperti a livello di sanità pubblica/privata in grado di interpretarne le implicazioni), sia un test salivare per il quale ci sono dei laboratori di analisi che forniscono anche una valutazione degli esiti. Consigliabile accertare MTHFR A1298 e C677 e il tipo di zigosi (omozigosi, eterozigosi ed eterozigosi composita). Poi, dati alla mano, può trovare conferma del livello di gravità utilizzando il pittogramma-tabella indicato nella pagina di cui al link sopra. Consideri che l’incompatibilità MTHFR/vaccinazioni potrebbe non essere l’unica esistente in quanto potremmo essere portatori di altri polimorfismi a nostra insaputa o di polimorfismi che ancora non sono stati scoperti e dei quali sono sconosciute le implicazioni. Controlli bene che il laboratorio a cui si rivolge (in genere hanno dei siti web) sia provvisto di contatti mail, fax telefonici, partita iva in modo di sapere bene con chi si ha a che fare. Se dovesse scoprire anche nei suoi figli dei polimorfismi di questo od altro tipo, consulti solo esperti in nutrigenomica, i soli in grado di comprendere le implicazioni fra metabolismo, genetica individuale e nutrizione come mezzo di cura.

  5. Buongiorno,

    da oltre 10 anni convivo con psoriasi e relativa artrite psoriasica innescate da una vaccinazione antinfluenzale che all’epoca ritenevo del tutto priva di rischi. Sono ora padre di un bambino di quasi 5 anni che ha già ricevuto un primo ciclo di vaccinazioni secondo la vecchia normativa (tetravalente obbligatorie e un monovalente morbillo) e che rischia a breve di essere vaccinato per quelli mancanti, anzi, pure rivaccinato per per quelli già effettuati da poco tempo, non essendoci disponibili vaccini singoli. Temo rischi collegati alla mia situazione personale (malattia autoimmune con predisposizione genetica verosimilmente trasmissibile al figlio) aggravata dall’iperimunizzazione forzata a cui mio figlio sarebbe sottoposto. Sono dubbi ragionevoli? Ci sono test da opporre ad una vaccinazione ormai forzata o letteratura in merito (sto leggendo l’ottimo testo di Y. Shoenfeld)?
    Grazie in anticipo per un suggerimento.

    1. È possibile che la vaccinazione antiinfluenzale abbia potuto slatentizzare una predisposizione ereditaria (bisognerebbe accertare se esiste una familiarità) come è anche possibile che la vaccinazione abbia modificato l’espressività di uno o più geni legati a questa patologia contribuendo alla sua manifestazione sintomatologica. Quando si somministrano più vaccini contemporaneamente e/o in successione non è detto che gli effetti collaterali si debbano manifestare nell’immediato: i danni da vaccinazioni possono manifestarsi anche a distanza di anni con un effetto a decorso cronicizzante e cumulativo (basti pensare ai sali di alluminio che vengono iniettati con molti vaccini). Quanto alla predisposizione genetica, è molto importante che essa venga certificata e giustificata nei suoi elementi determinanti da un genetista. Non sono sufficienti le certificazioni mediche basate sulla fiducia. L’iperimmunizzazione è un fatto concreto ed ancora più concreto è il rischio di indebolimento del sistema immunitario a seguito delle vaccinazioni accumulate negli anni. I suoi dubbi sono pertanto ragionevolissimi e la lettura del testo di Y. Shoenfeld è un buon punto di partenza per comprendere i danni indotti dagli adiuvanti e le patologie autoimmuni ad essi collegate. Quanto ai test da “opporre” bisognerebbe essere consapevoli che l’autonomia decisionale dei pediatri è praticamente condizionata dai fattori che tutti (o quasi) conosciamo. I test “prevaccinali” non servono per dimostrare che uno o più vaccini sono pericolosi per un dato soggetto, quanto per accertare la suscettibilità del profilo genetico-immunitario del portatore nei confronti di agenti a diverso livello di tossicità. Tutti i rischi relativi all’introduzione nel torrente circolatorio di DNA estranei alla genetica umana è, come quello dei metalli tossici, completamente (o volutamente?) ignorato dagli operatori a tutti i livelli, nonostante esistano numerosi studi che ne confermano l’esistenza. L’unica arma che abbiamo a disposizione è la conoscenza a 360°. Solo essendone consapevoli avremo gli strumenti giusti per rifiutare senza incertezze. La sua coscienza le avrà già fornito le risposte giuste.

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