Alluminio Vaccinale e Patologie Immuni Demielinizzanti

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Gli adiuvanti a base di Alluminio largamente impiegati nella realizzazione di tutti i vaccini per uso pediatrico sono al centro dell’attenzione da parte di numerosi ricercatori e clinici di esperienza trentennale nel campo delle patologie autoimmuni indotte dai vaccini. I riscontri sulla tossicità dell’Alluminio nei vaccini sono ormai un fatto scontato. In questa ricerca viene evidenziata l’importanza di eliminare o, quantomeno, di ridurre la presenza di questo adiuvante. Vediamo il perché.

Nella tabella 4.1 vengono evidenziate le patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla, indotta dai vaccini antiepatite di tipo A (HAV) e di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV); la Encefalomielite Acuta Disseminata (ADEM) indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV); la Sindrome  di Guillain Barré, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV); la Mielite Trasversa, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino Difterite-Pertosse-Tetano; la Neuromielite ottica/Neurite ottica, indotte dai vaccini antiepatite di tipo A (HAV) e di tipo B (HBV), dal vaccino antipapilloma virus (HPV) nonché dal vaccino Difterite-Pertosse-Tetano, dal vaccino antipapilloma virus (HPV) e dal tossoide tetanico, la Leucoencefalite demielinizzante, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV). Nella colonna di destra sono riportati i riferimenti bibliografici.

Patologie indotte dagli Adiuvanti Vaccinali
Patologie indotte dagli Adiuvanti Vaccinali

…..L’iperattivazione prolungata del sistema immunitario e l’infiammazione cronica innescata da una ripetuta esposizione e inaspettatamente lunga persistenza degli Alluminio-adiuvanti nel corpo umano (fino a 11 anni dopo la vaccinazione: Gherardi et al, 2001;. Ryan et al., 2006; Shivane et al., 2012) si pensa essere alla base dei principali fattori di tossicità di questi composti. Una delle ragioni di questa lunga ritenzione degli Alluminio-adiuvanti nei compartimenti corporei, tra cui la circolazione sistemica, è più probabile la sua stretta associazione con l’antigene vaccinico o con gli eccipienti di altri vaccini (cioè DNA contaminante). Anche il tipo di dieta ha mostrato che l’Alluminio ha la tendenza ad accumularsi nel sistema nervoso centrale nel corso del tempo, producendo esiti di tipo Alzheimer nella sperimentazione su animali alimentati con quantità equivalenti di Al analoga a quella che gli esseri umani consumano attraverso una tipica dieta occidentale (Walton, 2007; Walton e Wang, 2009). La lunga ritenzione degli adiuvanti di Alluminio è stata identificata per la prima volta, e da allora è stata ampiamente studiata, in pazienti portatori di miofascite macrofagica (MMF)….


“……La MMF è una condizione caratterizzata da elevate alterazioni miopatologiche specifiche a livello del deltoide; la biopsia muscolare è stata la prima a riconoscerne le caratteristiche nel 1998, risultato conseguenza dell’accumulo a lungo termine di nanoparticelle Alluminio-derivate all’interno dei macrofagi nel sito delle precedenti iniezioni di vaccino (Gherardi et al, 1998., 2001; Couette et al., 2009; Passeri et al., 2011). I pazienti con diagnosi di MMF sono principalmente di sesso femminile (70%) e di mezza età al momento della biopsia (mediana 45 anni), e di aver ricevuto da 1 a 17 iniezioni intramuscolari (i.m.) di vaccini contenenti Alluminio-adiuvanti (media 5.3) nei 10 anni precedenti al rilevamento della MMF (Gherardi e Authier, 2012)……”


“…Così, una percentuale di nanoparticelle di Alluminio sfuggono dall’iniettato intramuscolare (soprattutto all’interno delle cellule del sistema immunitario), viaggiano verso i linfonodi drenanti regionali, ed escono dal sistema linfatico per raggiungere il flusso sanguigno, eventualmente accedendo ad organi distanti, compresi la milza e il cervello, dove i depositi di Alluminio possono ancora essere rilevati a distanza di 1 anno dall’iniezione. Inoltre, il meccanismo di “cavallo di Troiacon il quale l’Alluminio viene caricato nei macrofagi, entra nel cervello e, nel suo lento accumularsi a causa della mancanza di ricircolo, è probabilmente responsabile della miriade di deficit cognitivi. I deficit cognitivi associati con la somministrazione di vaccini contenenti Alluminio-adiuvanti sono stati osservati nei pazienti MMF (Passeri et al., 2011)…”

“….Secondo Khan et al. (2013), dosi crescenti e continuate di Alluminio-adiuvanti scarsamente biodegradabili possono diventare “insidiosamente pericolose”, soprattutto nei casi di vaccinazioni ripetitive e ravvicinate (altrimenti conosciuti come “vaccine rechallenge“) e nei casi di soggetti con un’immatura /alterata barriera ematoencefalica, come quelli molto giovani oppure di coloro che hanno sofferto di precedenti lesioni cerebrali. In questo contesto, l’ultima ricerca di Lujan et al. (2013), ha descritto una grave sindrome neurodegenerativa sindrome nelle pecore da allevamento, legata all’inoculazione ripetitiva di vaccini contenenti Alluminio, è degna di nota. In particolare, la “Sindrome  ASIA della pecora” imita in molti aspetti quelli neurologici riscontrati negli esseri umani circa le malattie legate agli Alluminio-adiuvanti (Lujan et al., 2013)….”

Answers to Common Misconceptions Regarding the Toxicity of Aluminum Adjuvants in Vaccines” di Lucija Tomljenovic e Christopher A. Shaw.

Vedi anche:

Biopersistence and brain translocation of aluminum adjuvants of vaccines. Kroum Gherardi, Housam Eidi, Guillemette Crépeaux, François Jerome Authier and Josette Cadusseau – Faculté de Médecine and Faculté des Sciences et Technologie, INSERM U955 Team 10, Université Paris Est-Créteil, Créteil, France.

Tossicità degli Adiuvanti Alluminio

Alluminio Multi-Tossicità

2 Replies to “Alluminio Vaccinale e Patologie Immuni Demielinizzanti”

  1. Buongiorno, scrivo qui perchè ho molti dubbi sulla vaccinazione delle mie due nipotine che hanno ereditato in linea matrilineare la LHON (neuropatia ottica di Leber). Oltretutto la maggior parte dei medici, neurologi compresi, non conosce questa patologia rara:

    http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=104

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3523847/

    “Eppure non ci sarebbero controindicazioni alle vaccinazioni”, mi son sentito dire da un ricercatore che conosce la patologia perché fulcro di tutta la sua ricerca.

    Io però come nonno, di dubbi ne ho parecchi.

    È una malattia mitocondriale, nella mamma si è manifestato l’effetto secondario, cioè la perdita del visus, dovuta alla rapidissima atrofizzazione del nervo ottico (in 6 mesi entrambi i nervi ottici), con la conseguente cecità.

    La malattia rimane latente se manca la causa scatenante, che sembra essere lo stress ossidativo.

    Nella trisnonna, nonna, mamma, non si è manifestata, ma la percentuale di DNA mutato era del 60 per cento nella trisnonna, 65 nella nonna, 90 nella mamma e oltre 95 per cento nella figlia. Le nipotine hanno il 25 per cento di probabilità di manifestare la perdita del visus nell’adolescenza o nell’età adulta.

    Non esistono cure, viene consigliata l’assunzone di Idebenone cioè in coenzima Q10, un potente antiossidante ed ovviamente una vita sana, con una alimentazione corretta e possibilmente in ambienti non inquinati (le micropolveri causano stress ossidativo).

    Nelle linee guida del ministero della sanità c’è scritto che in presenza di patologie neurologiche non stabilizzate non bisogna vaccinare, a me sembra che la LHON ci rientri a pieno titolo, o sbaglio?

    In ogni caso sarei felice di ricevere commenti, per me preziosi, date anche le difficoltà oggettive nelle quali ci troviamo con il Decreto Lorenzin.

    Grazie per l’ascolto.

    1. Come accade per moltissime malattie rare, succede spesso che lo “specialista” (soprattutto se è raro anche lui), abituato a vedere solo la patologia in sé per sé, in una prospettiva totalmente avulsa dalle condizioni in cui essa rimane latente, regredisce o si manifesta a livello fenotipico, si concentri prevalentemente sulla sintomatologia, ignorando completamente i fattori che potrebbero aggravarne le manifestazioni. È noto che tale patologia ereditaria, trasmissibile per via materna, comporta una demielinizzazione di una parte del nervo ottico dei portatori di essa. È pure noto che tale disfunzione ha origine nel DNA mitocondriale incapace di regolare talune reazioni del metabolismo energetico e materiale. La degenerazione del visus avviene come conseguenza di uno stress ossidativo. La LHON è stata associata a tre mutazioni primarie del mtDNA (DNA mitocondriale): G3640A, G11778A e T14484C. Lo stress ossidativo, per i soggetti portatori di questa mutazione, è un fattore di rischio elevatissimo in quanto essi, a causa di ciò, non sono in grado di conservare l’integrità della mielina – fondamentale conduttore di impulsi bioelettrici verso le aree preposte alla decodifica della visione – e quindi del visus. Uno stile di vita sano, lontano da agenti inquinanti, può ridurre il rischio di manifestazione a livello fenotipico della neuropatia di Leber. Bisogna considerare inoltre che gli adiuvanti vaccinali sono alla base della perossidazione lipidica comune nei danni neurologici, dovuta al rilascio di citochine proinfiammatorie.

      Nelle linee guida ministeriali è riportato chiaramente che nelle “malattie neurologiche non evolutive o stabilizzate” le vaccinazioni sono contrassegnate tra le “False controindicazioni“. Essendo la neuropatia ottica di Leber (LHON) una patologia neurologica allo stato potenziale evolutiva e non stabilizzata è allora identificabile il fattore di rischio e le relative controindicazioni per quanto riguarda le vaccinazioni.

      Come abbia fatto lo “specialista” a far rientrare le sue nipotine fra i soggetti vaccinabili a pieno titolo nonostante siano portatrici della neuropatia ottica di Leber fa rimanere basiti.

      The role of oxidative stress in ambient particulate matter-induced lung diseases and its implications in the toxicity of engineered nanoparticles.

      Oxidative stress in autism.

      Mitochondrial optic neuropathies – Disease mechanisms and therapeutic strategies

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